La Nasa conferma: una meteora esplosa sopra il Massachusetts, boati e case scosse tra Boston e il New Hampshire
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Redazione Esteri
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Non si è trattato di un aereo militare (come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato sui social network) né, tantomeno, di un evento sismico in superficie: il boato che intorno alle 14 locali, le 20 in Italia, ha scosso decine di migliaia di residenti tra il Massachusetts nord-orientale e il New Hampshire sud-orientale, è stato generato dall’esplosione di una meteora in rotta di collisione con la Terra.
A fornire la chiave di volta del mistero, placando le ansie di una popolazione che per ore ha temuto un'esplosione di origine industriale o peggio, è stata la Nasa, la quale, attraverso l’analisi combinata delle immagini satellitari (rilasciate dalla National Oceanic and Atmospheric Administration) e delle decine di testimonianze raccolte dall’American Meteor Society, ha ricostruito la traiettoria dell’oggetto celeste.
L’impatto in atmosfera e l’energia liberata
L’oggetto, che i tecnici hanno rapidamente classificato come un bolide (ovvero una meteora particolarmente brillante), viaggiava a una velocità stimata di oltre 120mila chilometri orari (75mila miglia) quando ha iniziato a frammentarsi.
Il punto di rottura è stato individuato a un’altitudine di circa 64 chilometri (40 miglia), una quota sufficientemente bassa da permettere all’onda d’urto – generata dalla violenta disintegrazione – di propagarsi fino al suolo senza però causare i danni tipici di un impatto diretto.
L’energia sprigionata nell’istante della frantumazione è stata calcolata in 300 tonnellate di tritolo (TNT): una potenza paragonabile a quella di un terremoto di bassa magnitudo, sebbene i sismografi dello U.S. Geological Survey non abbiano registrato alcun movimento tellurico, confermando la natura aerea del fenomeno.
I sopralluoghi e le indagini della Nasa
Gli uffici di polizia e i vigili del fuoco della contea di Suffolk (dove sorge Boston) e delle aree limitrofe sono stati letteralmente sommersi di chiamate, con cittadini che riferivano di finestre tremanti e mura domestiche che vibravano come se un camion avesse urtato l’edificio.
La Nasa, nel comunicato ufficiale diffuso a poche ore dall’accaduto, ha però voluto tranquillizzare l’opinione pubblica sottolineando un aspetto cruciale: si trattava di un “oggetto naturale, non di detriti spaziali né di un satellite fuori controllo”.
La distinzione non è meramente tecnica, poiché negli ultimi anni il rientro incontrollato di rottami orbitali ha più volte generato falsi allarmi; in questa circostanza, invece, gli spettrografi hanno confermato la composizione rocciosa del meteoroide.
Testimonianze e impatto sul territorio
Non risultano feriti né danni rilevanti alle strutture abitative o industriali – come hanno prontamente certificato i funzionari della protezione civile del Massachusetts – e la scossa, per quanto intensa, è durata solo pochi secondi.
Qualcuno, nelle centinaia di commenti pubblicati online, ha paragonato il boato a un “tuono che non finiva mai”, ma la totale assenza di fulmini nella zona in quella fascia oraria (rilevata dai sensori della rete GOES-19) ha permesso agli scienziati di escludere con certezza un evento meteorologico convenzionale.
Resta, al momento, sconosciuta l’eventuale caduta di frammenti sul suolo: data l’altitudine dell’esplosione, è probabile che i residui si siano disintegrati del tutto o che, se sopravvissuti, siano precipitati in mare aperto, al largo della baia di Cape Cod.




