Prato balza in avanti nella qualità della vita, ma la sicurezza frena

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La provincia di Prato, secondo i dati dello studio sulla qualità della vita 2025, ha compiuto un progresso notevole, scalando la classifica nazionale con un balzo di diciotto posizioni che la colloca al ventunesimo posto. Questo avanzamento, che la rende la terza in Toscana, non rappresenta però un miglioramento uniforme, poiché si scontra con una performance deficitaria nell'ambito della sicurezza. Mentre la maggior parte degli indicatori segna un trend positivo, quello relativo ai reati e alla sicurezza, infatti, segna un netto arretramento, facendo perdere alla provincia tredici posizioni e relegandola al centesimo posto a livello nazionale, un dato che offusca parzialmente i successi conseguiti negli altri settori.

Le ombre di un quadro luminoso

A bilanciare il risultato negativo in materia di sicurezza, contribuiscono i brillanti piazzamenti in categorie fondamentali per lo sviluppo. Il territorio pratese, che si distingue per una dinamicità economica fuori dal comune, si classifica al terzo posto per la macro-area "Lavoro", guadagnando dodici posizioni, e allo stesso prestigioso terzo posto per la "Sicurezza sociale", dove il balzo in avanti è stato di ben quarantacinque posizioni. Risultati altrettanto significativi, seppur diversi per entità, si registrano per "Reddito e ricchezza", in salita di sedici posizioni, e per "Ambiente", che avanza di una. Qualche cosa, poi, si muove anche negli ambiti in cui la provincia sconta ritardi strutturali, come "Istruzione" e "Salute", che pur restando in zone medio-basse della graduatoria, mostrano timidi segnali di miglioramento.

Altri movimenti nella classifica nazionale

Il rapporto, curato da Italia Oggi e Ital communications in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e basato sull'analisi di novantadue indicatori, fotografa un'Italia in movimento. La provincia di Macerata, ad esempio, ha messo la freccia conquistando sei posizioni e piazzandosi al trentesimo posto, un successo che viene però immediatamente ridimensionato dal crollo negli indici che misurano la sanità e i redditi. Una situazione di stallo, inframezzata da luci e ombre, caratterizza invece il Lodigiano, che perde una posizione scendendo al cinquantesimo posto. Questo territorio, nonostante si trovi al secondo posto in Italia per "sicurezza sociale", deve fare i conti con un preoccupante centocinquesimo posto per "turismo e cultura" e con un ottantunesimo per la "salute", evidenziando forti discrepanze interne.

Le dichiarazioni dal vertice

All'evento di presentazione del report è intervenuto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando il primo posto assoluto della sua città. "Contento, ma attento e preoccupato ai problemi della città, primo fra tutti: la sicurezza", ha dichiarato, unendosi idealmente alle preoccupazioni che affliggono un centro come Prato. Sala ha attribuito il primato di Milano al dinamismo dei servizi e alla qualità del sistema universitario, elementi che, nonostante le criticità, continuano a essere premiati dalle valutazioni oggettive della ricerca.

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