Referendum sulla cittadinanza, il no travolge il quesito: la sinistra deve fare i conti con gli elettori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Quasi il 35% dei votanti ha respinto la proposta di dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza, un risultato che ha sorpreso soprattutto la sinistra, da sempre schierata a favore di politiche migratorie più inclusive. Il quesito, il più politico tra quelli presentati, ha registrato una percentuale di contrari superiore alle attese, segnando una battuta d’arresto per chi lo sosteneva.
Dal comitato promotore, però, non arriva una resa. Kwanza Musi Dos Santos, pur riconoscendo il mancato raggiungimento del quorum, ha sottolineato che "non è una sconfitta", puntando il dito contro la scarsa copertura mediatica: "meno dell’1% nei telegiornali Rai". Sonny Olumati, invece, ha parlato di un "bagno di verità", lasciando intendere che il risultato riflette una disaffezione più ampia verso il tema, nonostante le campagne di sensibilizzazione.
L’affluenza, del resto, è stata bassissima, poco sopra il 30%, un dato che di per sé racconta il disinteresse degli italiani verso una consultazione percepita come distante dalle urgenze quotidiane. Se da un lato i promotori accusano il Movimento 5 Stelle di non aver sostenuto sufficientemente l’iniziativa, dall’altro è evidente che la politica, questa volta, ha fatto i conti con un elettorato poco convinto.




