Madre e figlia avvelenate con la Ricina, i verbali sul duplice omicidio: dal cibo alle testimonianze dei familiari

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Il caso dell’avvelenamento da ricina costato la vita ad Antonella, 50 anni, e alla figlia Sara, 15, torna al centro dell’inchiesta con nuovi verbali e con la ricostruzione delle ultime ore prima del peggioramento. Al centro ci sono i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, la ricerca dell’alimento o della bevanda attraverso cui la tossina sarebbe stata ingerita e le valutazioni sull’operato dei medici che visitarono le due donne prima del decesso. (Il Giornale d'Italia)

Se ne è parlato anche su altri media

1 min Negli ultimi giorni le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara per avvelenamento da ricina si sono concentrate sulle analisi scientifiche e su dispositivi elettronici e altri materiali sequestrati nella casa dove vivevano le due donne con gli altri familiari. (RaiPlay)

È ciò che sostiene Domenico Fiorda, l’avvocato di uno dei medici indagati nelle prime fasi dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e Sara Di Vita (15), rispettivamente madre e figlia di Pietracatella avvelenate durante le festività di Natale nel 2025. (Virgilio)

St 2026 4 min Pietracatella, piccola comunità a 30 km da Campobasso, è stata sconvolta dalla misteriosa morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia uccise da un potente veleno durante le scorse feste natalizie. (RaiPlay)

Ricina, avvocato del medico indagato: "C’era carenza di personale"

St 2025/26 2 min Vita in diretta Morte avvelenate, nel mirino il cibo del 24 dicembre - 20/07/2026 (RaiPlay)

Andrea Sempio avrebbe detto alla madre di trovarsi “in un bar” la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi, e non davanti alla libreria di Vigevano. La circostanza emerge da una telefonata del 2022 tra Daniela Ferrari e l’inviato de Le Iene, Alessandro De Giuseppe, trasmessa in esclusiva da Zona Bianca. (Il Giornale d'Italia)

"Il mio assistito è sempre stato tranquillo perché lui ha ritenuto di aver fatto tutto quello che era nelle sue possibilità, quindi avere oggi un'ulteriore conferma con la perizia che è stata depositata dai quattro consulenti è come dire un'ulteriore prova del fatto che non c'era nessuna possibilità di salvare le ragazze", afferma l'avvocato. (Mediaset Infinity)