Gene Hackman, l’eredità da 80 milioni e i misteri del doppio decesso
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La morte di Gene Hackman, leggenda di Hollywood e due volte premio Oscar, trovato senza vita lo scorso 26 febbraio nella sua residenza di Santa Fe, ha aperto un intricato caso che unisce cronaca nera, questioni ereditarie e dettagli inquietanti. A rendere ancora più oscura la vicenda è il decesso della moglie, Betsy Arakawa, 64 anni, rinvenuta priva di vita in un’altra stanza della stessa abitazione. Le autopsie, i cui risultati sono stati resi noti nelle scorse settimane, hanno rivelato che i due decessi sono avvenuti a una settimana di distanza l’uno dall’altro, gettando ulteriori ombre su una storia già carica di interrogativi.
Secondo i referti, Betsy Arakawa sarebbe morta l’11 febbraio a causa di una rara sindrome polmonare da hantavirus, una malattia respiratoria trasmessa dai roditori. Tuttavia, una rivelazione shock arriva da un medico privato, citato dal "Daily Mail", il quale afferma di aver ricevuto una telefonata dalla donna il 12 febbraio, il giorno successivo alla data ufficiale del decesso. Questa incongruenza, se confermata, potrebbe riaprire la partita sull’asse ereditario, già complicato dalla mancata inclusione dei figli di Hackman nel testamento. L’attore, infatti, avrebbe lasciato l’intero patrimonio, stimato in 80 milioni di dollari, alla moglie, escludendo i suoi eredi diretti.
A rendere ancora più drammatica la vicenda è la morte del cane della coppia, Zinna, trovato senza vita nella stessa abitazione. Secondo il controllo animali della contea di Santa Fe, l’animale sarebbe deceduto a causa di disidratazione e malnutrizione, circostanze che sollevano ulteriori domande sulle condizioni in cui versava la residenza nei giorni precedenti ai decessi.




