La marea umana di Roma: 200mila in piazza per la Race for the cure, record di donatori e la forza delle "Donne in rosa"
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Redazione Interno
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Roma si è svegliata, come capita spesso in questi decenni di transizione climatica, sotto una pioggia sottile ma insistente; una coltre grigia, questa, che avrebbe potuto facilmente scoraggiare qualunque manifestazione all’aperto. E invece, ieri mattina, la consueta coltre plumbea sulla Capitale non è riuscita nemmeno a scalfire l’onda d’urto di un fiume rosa che, puntuale come un rituale laico, ha invaso il centro storico per la ventisettesima edizione della Race for the cure. Piazza della Bocca della Verità, trasformata in un immenso serpentone di magliette color pastello, ha visto sfilare circa duecentomila persone. Un traguardo, questo, che va oltre la mera partecipazione popolare e che trova il suo riscontro più tangibile nei numeri dello stesso evento: se i partecipanti fisici si aggirano intorno alle 200mila unità, il dato che fa davvero impressione è quello dei 120mila donatori registrati, una cifra che il fondatore di Komen Italia, Riccardo Masetti, non ha esitato a definire un vero e proprio record per la manifestazione.
La politica in prima fila: Gualtieri e la "meravigliosa marea umana"
Non è mancato, come da copione per un evento che ormai rappresenta un’eccellenza nel panorama del terzo settore sanitario, il sostegno delle istituzioni locali e nazionali. Ad accogliere simbolicamente questa valanga di solidarietà dispersa per le vie del centro, c’era il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il quale, visibilmente colpito dalla mole di presenze nonostante il maltempo, ha parlato senza mezzi termini di una "meravigliosa marea umana". Accanto a lui, nel palco delle autorità allestito per l’occasione, spiccava anche la figura della first lady, l'avvocato Laura Mattarella, che ricopre ormai stabilmente il ruolo di presidente del comitato d’onore della corsa. Si tratta, in sostanza, di una macchina organizzativa perfetta quella guidata da Komen Italia, che ancora una volta è riuscita a incastrare il valore della prevenzione medica con la spinta emotiva della mobilitazione civile; e, a dare la misura di quanto questa manifestazione sia ormai radicata nel tessuto urbano romano, basti pensare che l’evento si è svolto sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio, a testimonianza di un sostegno trasversale che va ben oltre le semplici passerelle politiche.
Rosanna Banfi e la battaglia contro il silenzio: "Parlarne è stato il passo decisivo"
Tra la folla, a trainare il gruppo delle "Donne in rosa", c’era anche chi quella battaglia contro il cancro al seno l’ha vissuta non una, ma due volte. Rosanna Banfi, madrina storica dell’evento insieme a Maria Grazia Cucinotta -2, ha ancora una volta preso il megafono per lanciare un messaggio che, nonostante i progressi della scienza, resta di una crudezza attualissima. L’attrice, figlia del compianto Lino Banfi, ha ricordato come la sua prima partecipazione alla Race risalga a diciassette anni fa, subito dopo la diagnosi, e come da allora non abbia mai mollato la presa. La sua riflessione è andata dritta al cuore del problema culturale che ancora circonda la malattia: "La cosa più importante è che se ne parli apertamente. Prima il cancro era una cosa un po' nascosta, quasi una vergogna. Oggi per fortuna se ne parla tranquillamente". E questa, in fondo, è la vera rivoluzione silenziosa che eventi come la Race continuano a seminare lungo le strade della città: la sostituzione della paura con la condivisione, capace di trasformare l’isolamento di una diagnosi in un’abbraccio collettivo da 200mila persone.
Il valore della prevenzione e una presenza istituzionale massiccia
A spezzare il ritmo festoso della corsa, intervallata da palloncini e dalla musica, ci hanno pensato i dati clinici e le parole della presidente di Komen Italia, Alba Di Leone, che ha approfittato della ribalta mediatica per lanciare un allarme silenzioso ma pesante. "C’è ancora paura di fare i controlli", ha dichiarato la Di Leone, sottolineando come troppe donne rimandino ancora la mammografia. La sua analisi non lascia spazio a facili ottimismi: la prevenzione, nonostante le apparenze, resta una battaglia quotidiana contro l’ansia e la negazione. Eppure, per un giorno, il Circo Massimo e le vie adiacenti sono diventati un grande villaggio della salute a cielo aperto. Al taglio del nastro, insieme ai vertici dell’associazione, erano presenti diverse figure di spicco del governo e della sanità, segno che la macchina dello Stato, almeno su questo fronte, ha risposto presente con un dispiegamento di forze notevole. Insomma, il record dei donatori e la presenza massiccia della gente comune restituiscono il ritratto di un Paese che, a dispetto delle difficoltà quotidiane, sa ancora stringersi attorno a chi soffre.




