Offensiva nel Kursk, i russi cantano vittoria
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Redazione Esteri
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Il secondo giorno dell'offensiva ucraina nella regione di Kursk è avvolto dalla nebbia di guerra. Le fonti di Mosca cantano vittoria, sostenendo non solo di avere respinto gli assalti, ma di avere anche strappato terreno al nemico. Kiev, invece, mantiene un silenzio totale sulle operazioni in corso. Il presidente Zelensky si è limitato a dire che la manovra in territorio russo ha costruito una "area cuscinetto", impedendo agli avversari di mandare più forze nel Donbass. Ha dichiarato che da agosto a Kursk il Cremlino ha contato 15 mila morti e 23 mila feriti.
Gli sviluppi militari del conflitto ucraino registrano negli ultimi giorni un attacco ucraino nel settore destro del fronte aperto il 6 agosto scorso dalle forze di Kiev nella regione russa di Kursk e ulteriori progressi russi nella regione di Donetsk con la caduta di Kurakhovo e l'avanzata delle truppe di Mosca fino alla periferia meridionale di Pokrovsk. Il Comando delle forze operative speciali dell'esercito ucraino (Sso) ha annunciato di aver eliminato 13 militari nordcoreani nella regione russa di Kursk, riporta Ukrainska Pravda. Le truppe dell'ottavo reggimento hanno ucciso cinque soldati nordcoreani in uno scontro a fuoco, mentre altri otto sono stati colpiti da droni, si legge in un comunicato pubblicato su Facebook. Uno dei soldati, sottolinea l'Sso, aveva un fucile con collimatore, una stazione radio sino-russa "Azart" e un rilevatore di droni, oltre a una carta d'identità diversa da una normale carta d'identità militare.
Ammontano a 38mila le perdite russe nel Kursk. La cifra è del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un post su X scrive: "Sono esattamente cinque mesi dall'inizio delle nostre azioni nella regione di Kursk, e continuiamo a mantenere una zona cuscinetto sul territorio russo, distruggendo attivamente il loro potenziale militare lì. Durante l'operazione, il nemico ha già perso oltre 38.000 soldati, con circa 15.000 perdite irrecuperabili".




