Firenze, polemica sul nuovo viola: l'assessore Madau attacca il calciatore israeliano Solomon
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Redazione Sport
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Mentre il calciatore, appena sceso dall'aereo, si sottoponeva alle visite mediche di rito nella struttura di Villa Donatello, una bufera inaspettata, e del tutto estranea al mondo del pallone, si abbatteva sul suo arrivo. A scatenarla, con un post sul proprio profilo Facebook, è stato Jacopo Madau, assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino e segretario provinciale di Sinistra Italiana, il quale ha indirizzato al nuovo giocatore della Fiorentina parole di netta ostilità. "Non sei il benvenuto a Firenze", ha scritto senza mezzi termini l'esponente politico, in un messaggio che ha immediatamente travalicato i confini della discussione sportiva per tuffarsi in un mare ben più agitato.
Un attacco che vola alto sui campi di gioco
Le ragioni della contestazione, come lo stesso Madau ha precisato nel suo intervento, nulla hanno a che vedere con le qualità atletiche del centrocampista, il quale, del resto, non ha ancora nemmeno indossato la maglia viola per un allenamento. La motivazione, di natura politica, risiede nella nazionalità israeliana del giocatore e in alcune sue presunte posizioni, che l'assessore ha voluto ricondurre a un sostegno verso il primo ministro israeliano. Una presa di posizione, questa, che ha di fatto trasformato l'acquisto tecnico di una società di calcio in un atto simbolico, caricandolo di significati estranei al contesto sportivo e inserendolo nel dibattito pubblico internazionale più ampio e doloroso.
La società e il silenzio tra le righe
Di fronte all'attacco, la Fiorentina, che pure aveva annunciato con i consueti canali ufficiali l'arrivo del giocatore al Viola Park per la firma del contratto, non ha per il momento rilasciato dichiarazioni pubbliche specifiche sulla questione. Un silenzio operativo, il loro, che lascia intendere come la società intenda mantenere separati i piani, concentrandosi esclusivamente sugli aspetti agonistici e su quella che viene definita una "situazione cupa" in campionato, dalla quale è necessario "uscire il prima possibile". Il club, che aveva presentato Solomon come il "primo colpo" del mercato di gennaio, sembra dunque voler relegare la polemica a un fatto esterno, un rumore di fondo rispetto alla priorità assoluta, che resta il campo da gioco e i risultati da invertire.
Oltre il tweet: il contesto di una città divisa
La vicenda, per quanto esplosa su un social network, non può essere letta come un episodio isolato, ma si inserisce in un clima cittadino che fonti vicine all'ambiente descrivono come teso e non dei migliori. I tifosi, come riportato, hanno già dato voce in più occasioni al proprio malcontento per l'andamento traumatico della stagione, creando un sottofondo di nervosismo. L'intervento dell'assessore Madau, proveniente da una amministrazione comunale di un territorio limitrofo ma profondamente legato alla realtà viola, rischia di innescare un cortocircuito, aggiungendo un layer di tensione politica a una frustrazione già palpabile tra la curva. Il tutto mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ritorna alla Casa Bianca, in uno scenario geopolitico globale che inevitabilmente influenza anche le percezioni e le reazioni locali.




