Jovanotti omaggia papa Francesco durante il concerto a Roma: "Era un prete di periferia"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il lutto nazionale per la scomparsa di papa Francesco segnava l’inizio di una settimana di riflessione collettiva, Jovanotti ha scelto di non interrompere il suo tour, dedicando invece al Pontefice la prima tappa romana del PalaJova, martedì sera al Palazzo dello Sport. Davanti a una platea gremita – otto delle dodici date previste erano già sold out – il cantautore ha voluto ricordare Bergoglio con parole semplici ma cariche di significato. «Tutto nasce per fiorire, lo diceva un prete. Un prete di periferia, si chiamava Francesco», ha affermato, scatenando un applauso prolungato e commosso, mentre tra il pubblico sventolavano bandiere argentine in segno di affetto.
La decisione di non annullare i concerti, fatta eccezione per quello di sabato 26 aprile – rinviato a domenica per coincidere con i funerali – è stata accompagnata dalla volontà di trasformare le esibizioni in un tributo. «Gli abbiamo voluto bene», ha aggiunto Jovanotti, sottolineando come la figura del Papa avesse travalicato i confini religiosi per diventare un simbolo di umanità. «Era un prete della periferia di Buenos Aires, e poi è diventato della periferia del mondo», ha proseguito, evidenziando l’universalità del messaggio di Francesco, basato sull’inclusione e sulla vicinanza agli ultimi.
Quella di Jovanotti non è stata una semplice dedica, ma una riflessione più ampia sul valore dell’impegno e della fede, intesa non necessariamente in senso religioso. «Vi sembra normale questo?», ha chiesto al pubblico, riferendosi alla capacità di Bergoglio di ispirare amore e speranza. «Non c’è niente di normale nel voler bene, nell’essere qualcosa, nell’inseguire un sogno con coraggio». Un concetto che ha trovato risonanza in una serata già carica di emozioni, dove la musica si è intrecciata con il ricordo di un uomo che, al di là del ruolo istituzionale, aveva saputo parlare alle coscienze.




