Omicidio a Marina di Leporano, il figlio confessa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella serata di giovedì 14 novembre, il corpo senza vita di Silvana La Rocca, insegnante in pensione di 73 anni, è stato rinvenuto nel giardino della sua villetta a Marina di Leporano, in provincia di Taranto. La donna, originaria di Saracena, in provincia di Cosenza, viveva da sola nella villetta da circa dieci anni, dopo la morte del marito. Il cadavere presentava una profonda ferita all'addome, segno evidente di un'aggressione violenta.

Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno subito preso una svolta decisiva quando il figlio della vittima, Salvatore D'Ettori, di 46 anni, è stato rintracciato e portato al comando provinciale per essere interrogato. Durante l'interrogatorio, l'uomo ha confessato di aver accoltellato la madre e di essere poi fuggito. La confessione è avvenuta dopo un lungo interrogatorio, durante il quale D'Ettori ha ammesso le sue responsabilità, fornendo dettagli sull'accaduto.

Il procuratore Eugenia Pontassuglia e il pm Salvatore Colella hanno disposto il fermo dell'uomo con l'accusa di omicidio volontario. La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, che conosceva bene la vittima, descritta come una persona gentile e disponibile. Le indagini proseguono per chiarire ulteriori dettagli e motivazioni dietro il gesto estremo di D'Ettori.

Silvana La Rocca, vedova da circa dieci anni, era una figura rispettata e benvoluta nella sua comunità. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile tra coloro che la conoscevano e apprezzavano.

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