A Rimini il turismo del futuro: prodotti su misura e intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Il modello dell'hotel standardizzato, capace di accontentare una clientela generica, mostra ormai i suoi limiti in un mercato che richiede invece proposte sempre più articolate e personalizzate. «Le strutture costruiscano prodotti su misura»: è questa la direzione indicata dagli operatori più innovativi, i quali, riuniti al Ttg di Rimini, la principale fiera italiana del settore in programma fino a venerdì 10 ottobre, delineano un panorama in profonda trasformazione. Tra questi spicca la trevigiana Revna, azienda guidata da Giovanni Derosas che si presenta come innovativa, appassionata e lungimirante, attiva nel campo della consulenza alberghiera dal 2017 e che conta su cinque dipendenti oltre a un pari numero di collaboratori. Derosas, evidenziando i conti dell'impresa, sottolinea come essa «sia in continua crescita da due-tre anni», con un fatturato che si attesta «a poco meno di un milione di euro», cifra dalla quale restano però escluse diverse prestazioni gestite in collaborazione con soggetti terzi.
L'ascesa inarrestabile dell'intelligenza artificiale
Parallelamente alla ricerca di un'offerta più ritagliata sulle singole esigenze, si consolida l'adozione dell'intelligenza artificiale, la cui penetrazione nel settore turistico sta conoscendo un'accelerazione significativa. Se nel 2022, infatti, solo una quota marginale, circa il 4%, delle aziende inserite nello Skift Travel 200 – l'indice che raccoglie i maggiori player mondiali quotati in borsa – menzionava l'AI nei propri bilanci annuali, nel 2024 quella percentuale è schizzata al 35%, a dimostrazione di un cambiamento epocale. A questo trend, del resto, contribuisce anche il crescente interesse mostrato dal venture capital verso le start-up di viaggio che basano il proprio modello di business proprio sull'intelligenza artificiale, investendo risorse considerevoli in un comparto considerato ormai strategico.
Dalle mpie cartacee agli assistenti virtuali
Quella che un tempo era un'attività affidata a una guida cartacea, a una mappa stesa sul tavolo e a una buona dose di spirito d'avventura, oggi si è evoluta in un processo dove, spesso, «basta parlare con un assistente virtuale». L'intelligenza artificiale, in altri termini, non rappresenta più soltanto il motore invisibile che alimenta le applicazioni che utilizziamo quotidianamente, ma è diventata una vera e propria compagna di viaggio, in grado di gestire prenotazioni alberghiere e di volo, di suggerire itinerari studiati ad hoc e persino di tradurre in tempo reale le conversazioni con le persone che si incontrano durante il percorso, abbattendo barriere linguistiche che un tempo costituivano un ostacolo non indifferente.
Viaggiare senza ansie, con un click
La promessa fondamentale di questa rivoluzione tecnologica risiede nella possibilità di eliminare lo stress tipicamente associato all'organizzazione di una vacanza, delegando all'AI compiti che richiederebbero ore di ricerche e confronti. Basta, in sostanza, programmare le proprie preferenze e il sistema provvede a mettere già sul primo volo disponibile, a selezionare la sistemazione più adatta e a costruire un'agenda di esperienze coerente con i desideri espressi. In un panorama così dinamico e in continua evoluzione, l'intelligenza artificiale si conferma dunque un alleato imprescindibile per chi desidera pianificare le proprie trasferte con un alto grado di personalizzazione e il minor dispendio di energie, segnando il passaggio definitivo da un'epoca di standardizzazione a un'era di servizi iper-targetizzati.




