Tredici ospedali dell'Emilia-Romagna nella classifica di Newsweek, Piacenza resta fuori
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Redazione Interno
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La sanità pubblica emiliano-romagnola ottiene un riconoscimento importante, che arriva dall'estero e precisamente dalla classifica "World's Best Hospitals 2026" stilata dal settimanale statunitense Newsweek in collaborazione con la piattaforma dati Statista, un ranking che annualmente seleziona le eccellenze ospedaliere a livello globale prendendo in esame oltre duemilacinquecento strutture distribuite in trentadue Paesi. La regione, storicamente considerata un punto di riferimento per il servizio sanitario nazionale, piazza tredici suoi ospedali nell'elenco delle migliori strutture italiane, un risultato che certifica la qualità diffusa sul territorio ma che, come sempre accade in queste occasioni, porta con sé anche qualche esclusione eccellente destinata a far discutere a livello locale.
I piazzamenti nella top nazionale e mondiale
L'analisi della graduatoria rivela come quattro nosocomi regionali si collochino addirittura tra i primi venti d'Italia, con il policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna che ottiene il quinto posto assoluto a livello nazionale e il settantaseiesimo in classifica mondiale, posizionandosi inoltre come secondo ospedale pubblico italiano dopo il Gemelli di Roma, che domina la classifica nazionale con il trentatreesimo posto mondiale. Subito dopo troviamo il policlinico di Modena all'undicesimo posto italiano e al centonovantottesimo nel mondo, seguito da altre strutture come il Careggi di Firenze, che rappresenta la Toscana al centonovantaduesimo posto globale, e dall'azienda ospedaliera Sant'Andrea di Roma, a testimonianza di un panorama nazionale che vede la prevalenza del centro-nord nelle posizioni di vertice. La metodologia applicata da Newsweek, va ricordato, si basa su un insieme complesso di parametri che includono le raccomandazioni di migliaia di esperti sanitari, gli indicatori di qualità e sicurezza delle cure, i dati relativi all'esperienza dei pazienti e i risultati clinici riportati, offrendo così una fotografia articolata dello stato di salute delle strutture sanitarie.
L'esclusione dell'ospedale di Piacenza
Se per Bologna e Modena la soddisfazione è palpabile, diverso è il discorso per Piacenza, il cui ospedale Guglielmo da Saliceto non compare nell'elenco dei centotrentatré nosocomi italiani che compongono la graduatoria principale, a cui si aggiungono sei menzioni speciali. Un'assenza che pesa, considerando che nell'edizione precedente la struttura piacentina era collocata al centounesimo posto a livello nazionale, posizione che già segnava un calo di nove posizioni rispetto al 2024, e che quest'anno si trasforma in una esclusione che inevitabilmente solleverà interrogativi tra gli amministratori locali e i cittadini. La classifica internazionale, giunta alla sua ottava edizione, intende fornire uno strumento utile per orientare pazienti e professionisti nella scelta delle strutture d'eccellenza, ma rappresenta anche un termometro della capacità attrattiva e della reputazione dei singoli ospedali, fattori che influenzano le scelte di mobilità sanitaria interregionale.
Il contesto nazionale e le eccellenze romane
A livello nazionale, la classifica Newsweek conferma il predominio di alcune realtà consolidate, con il policlinico Gemelli di Roma che si piazza al trentatreesimo posto mondiale e il Bambino Gesù, sempre nella capitale, che viene riconosciuto come primo ospedale pediatrico d'Europa e sesto a livello mondiale, risultati che consolidano il ruolo del Lazio nel panorama dell'alta specializzazione. La valutazione, spiegano gli estensori del ranking, tiene conto di fattori demografici e sociali come la dimensione della popolazione, l'aspettativa di vita, il tenore di vita, la densità ospedaliera e la disponibilità di dati affidabili, elementi che consentono una comparazione il più possibile omogenea tra sistemi sanitari anche molto diversi tra loro. Per l'Emilia-Romagna, la presenza massiccia nella lista rappresenta una conferma dell'investimento regionale in sanità, ma l'assenza di Piacenza dimostra come il mantenimento degli standard richieda un'attenzione costante e come la competizione tra territori, anche all'interno della stessa regione, resti aperta e destinata a riflettersi nelle future edizioni della prestigiosa graduatoria.




