Gerry McGovern lascia Jaguar Land Rover, la lunga attesa è finita: addio al designer che ha sfidato il conformismo
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Redazione Economia
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Si chiude ufficialmente il capitolo più incerto del design automobilistico recente. Dopo quasi quattro mesi di indiscrezioni, smentite e un silenzio che aveva alimentato le più disparate speculazioni, Gerry McGovern lascia Jaguar Land Rover. L’annuncio, arrivato tramite un memo interno ai dipendenti e subito dopo confermato da una breve dichiarazione ufficiale, pone fine a un periodo di ambiguità iniziato a dicembre, quando alcune testate britanniche avevano dato per scontato il suo addio, salvo poi ricevere una smentita secca dalla casa madre. La partenza, effettiva alla fine di marzo 2026, segna la conclusione di un ventennio trascorso a ridefinire – spesso in modo volutamente provocatorio – l’identità visiva di due marchi iconici del panorama automotive mondiale.
Ventidue anni di visione creativa, tra Defender e rivoluzioni elettriche
Il designer britannico, entrato in azienda nel 2004 quando Land Rover era ancora sotto l’egida di Ford, ha costruito la sua reputazione su una capacità quasi maniacale di fondere tradizione e innovazione. Non è un caso che il suo nome resti legato a operazioni ad alto rischio, riuscite solo in apparenza: dalla trasformazione della Defender in un’icona moderna e tecnologica (un’operazione che rischiava di alienarsi i puristi) fino alla ridefinizione dell’intera gamma Range Rover. McGovern, che nel corso degli anni aveva scalato tutte le posizioni fino a diventare Chief Creative Officer e membro del consiglio di amministrazione, ha lasciato un’impronta indelebile su modelli come l’Evoque, il Velar e appunto la nuova Defender, diventata col tempo il prodotto più redditizio del gruppo. L’eredità che consegna, quindi, non è solo quella di uno stilista, ma di un architetto di identità di marca, capace di navigare le complesse acque del lusso senza mai scendere a compromessi sulla riconoscibilità dei prodotti.
Il nodo Type 00 e le polemiche di un addio annunciato
Negli ultimi anni, il suo lavoro era però finito sotto i riflettori per ragioni ben più controverse. Il progetto che probabilmente ha segnato il punto di non ritorno, o quantomeno la fase più turbolenta del suo mandato, è stato il lancio del concept Type 00, il manifesto stilistico con cui Jaguar ha annunciato la sua transizione verso l’elettrico puro. La campagna di lancio del 2024, caratterizzata da immagini dai colori saturi e da uno slogan che esortava a “copiare nulla”, aveva diviso l’opinione pubblica, attirando persino l’attenzione critica del presidente degli Stati Uniti, che non aveva risparmiato giudizi tranchant sulla direzione estetica intrapresa dal marchio. McGovern, dal canto suo, non aveva mai nascosto una certa predilezione per la polarizzazione: in più di un’intervista aveva sostenuto che il vero lusso e la creatività autentica hanno il dovere di disturbare, di non essere amati da tutti. Questo approccio, se da un lato ha ringiovanito il profilo del brand attirando un pubblico più giovane e internazionale, dall’altro ha creato attriti interni e acceso un dibattito acceso sul futuro posizionamento dell’azienda, di cui oggi l’azienda dovrà fare a meno.
L’interregno di quattro mesi e il futuro come consulente indipendente
La dinamica dell’uscita, più che il gesto in sé, aveva tenuto banco per tutto l’inizio del 2026. Le voci di un allontanamento forzato risalivano allo scorso dicembre, quando alcune fonti parlavano di un “allontanamento dagli uffici”. La replica immediata di Jaguar Land Rover era stata categorica nello smentire un licenziamento, ma altrettanto vaga nel confermare la continuità del rapporto, lasciando così aperta una finestra di incertezza che si è protratta per oltre tre mesi. Solo ora, con la comunicazione interna resa pubblica e la nomina del nuovo amministratore delegato, si è arrivati alla formalizzazione definitiva. McGovern lascerà ufficialmente il gruppo britannico per avviare una propria società di consulenza creativa indipendente, rimanendo quindi nel settore ma abbandonando la struttura dirigenziale della casa automobilistica di proprietà di Tata Motors.
La sfida della successione per i due marchi britannici
Con la partenza di McGovern – sancita per i primi giorni di aprile – Jaguar Land Rover si trova ora ad affrontare un passaggio cruciale. La direzione del design, da sempre considerata un’anima pulsante per le due etichette, resta per il momento in una fase di transizione che lascia aperti molti interrogativi. Se da un lato il lavoro preparatorio per i modelli futuri, in particolare per la nuova gamma Jaguar interamente elettrica, è presumibilmente già stato definito nei suoi tratti essenziali, dall’altro manca una figura di pari carisma e spessore decisionale a cui affidare la continuità creativa nel medio termine. La scelta del successore, che per ora l’azienda non ha ancora annunciato, sarà determinante per capire se si intenderà proseguire sulla scia di rottura tracciata in questi ultimi anni o se si opterà per una correzione di rotta verso un’estetica più tradizionale e meno esposta al giudizio popolare.




