Roland Garros, multa record a Vallejo per la frase "serviva un arbitro uomo"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una cifra pari a quasi la metà dell’intero premio guadagnato.

Gli organizzatori del Roland Garros hanno comminato al tennista paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo una sanzione da 65mila dollari, una delle più elevate mai inflitte nella storia dello Slam parigino, a seguito delle dichiarazioni sessiste rese al termine dell’incontro che lo vedeva opposto al giovane talento francese Moïse Kouamé. mediaset +3

A darne l’annuncio ufficiale, durante una conferenza stampa tenutasi lunedì primo giugno, è stata la direttrice del torneo nonché ex campionessa Amélie Mauresmo, la quale ha specificato come la decisione rientri in una politica di tolleranza zero nei confronti di un linguaggio ritenuto incompatibile con i valori della competizione. mediaset +3

La multa, che il diretto interessato dovrà versare interamente, rappresenta un duro colpo per il numero 71 del ranking ATP, il quale aveva già provato a rimediare alle proprie uscite presentando delle scuse pubbliche che però non sono bastate a evitare il provvedimento. ilmessaggero +3

L’episodio e le parole che hanno scatenato la polemica

Tutto è accaduto giovedì 28 maggio, al culmine di una battaglia sportiva durata quasi cinque ore sul campo Suzanne-Lenglen.

Vallejo, seppur reduce da una rimonta che lo aveva visto risalire da due set di svantaggio, è infine uscito sconfitto al secondo turno contro il diciassettenne francese Kouamé; una sconfitta, quest’ultima, che il sudamericano ha però faticato a metabolizzare, indirizzando le proprie frustrazioni non tanto sull’avversario quanto piuttosto sulla direzione di gara. mediaset +3

Il paraquayano, rivolgendosi all’arbitro di sedia brasiliana Ana Carvalho, ha infatti sostenuto che un match caratterizzato da un pubblico così caldo e partecipe avrebbe dovuto essere affidato a un uomo, aggiungendo come per una donna fosse “davvero difficile” trovare la forza necessaria per opporsi a una folla tanto esigente.

Una frase, quella riportata anche dalla rivista specializzata "Clay", che ha immediatamente sollevato un vespaio di critiche, spostando il dibattito dal piano squisitamente tecnico a quello disciplinare. tennisitaliano +3

Le motivazioni della sanzione e la reazione degli organizzatori

La risposta della dirigenza non si è fatta attendere, con gli organizzatori che hanno prima fatto sapere di voler punire “in modo significativo” il gesto del tennista, per poi procedere con l’annuncio della cifra record. corriere +3

A dare man forte alla decisione è stata la stessa Mauresmo, la quale ha spiegato che un linguaggio del genere è semplicemente inaccettabile per il torneo, per la Federazione francese di tennis e per tutto il movimento, ribadendo un concetto fondamentale: la competenza di un arbitro non è determinata dal genere, ma bensì dalla professionalità e dalla capacità di dirigere le partite ai massimi livelli. mediaset +3

La multa, che di fatto cancellerà circa la metà dei 130mila euro che Vallejo aveva incassato per il solo raggiungimento del secondo turno, rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile nei confronti di comportamenti ritenuti discriminatori e lesivi della dignità delle ufficiali di gara. tennisitaliano +3

Lo scenario sportivo e le scuse tardive del giocatore

Nonostante le evidenti qualità atletiche mostrate in campo — dove Vallejo era comunque riuscito a mettere in difficoltà la giovane promessa del tennis transalpino — il paraquayano ha finito per offuscare la propria prestazione con dichiarazioni che poco hanno a che fare con la sportività.

Pur avendo tentato un maldestro dietrofront nelle ore successive all’incontro, sostenendo di non aver inteso generalizzare sulle capacità delle donne nel tennis bensì di voler criticare nello specifico la sola gestione arbitrale di Carvalho, il danno reputazionale era ormai compiuto. oasport +3

Il giocatore aveva sostenuto che il pubblico francese, il quale festeggiava con enfasi ogni punto del padrone di casa, avesse influito per oltre il novanta per cento sull’esito del match, dimenticando però che la gestione dell’ordine in campo spetta all’arbitro indipendentemente dal suo genere.

Con questa sanzione esemplare, il Roland Garros ha voluto tracciare un solco netto, dimostrando come il circondario del tennis moderno non possa più tollerare retaggi culturali che relegano le donne a un ruolo di secondo piano anche in cabina di regia. ilgiornale +3

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