Sciopero generale venerdì 2 ottobre 2026: treni, scuola e sanità verso lo stop
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Redazione Interno
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Venerdì 2 ottobre 2026 l'Italia si ferma per uno sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dalla Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (Csle) con l'adesione della Fi-si. La mobilitazione, plurisettoriale, coinvolge scuola, sanità, enti locali, Forze dell'Ordine, metalmeccanici, agricoltura, allevamento, marittimi e vigilanza privata, con i treni a rischio stop nella sola fascia oraria compresa tra le 11 e le 14.
I motivi della protesta
Le richieste alla base dello sciopero, illustrate dalla Csle, riguardano un pacchetto articolato di interventi: l'abbassamento dei prezzi di benzina e generi alimentari, l'aumento degli stipendi per far fronte al costo della vita, l'avvio di un percorso verso l'indipendenza energetica nazionale e politiche che, secondo il sindacato, «incoraggino la crescita delle aziende italiane, agricole e non».
Il quadro dei prezzi dei carburanti
La questione del caro-carburanti, al centro delle rivendicazioni, affonda le radici in un autunno segnato da forti rincari. Il dimezzamento del taglio delle accise, sceso da 12 a 6 centesimi di euro al litro, aveva spinto il prezzo medio nazionale al self service a 2,357 euro al litro per il gasolio e a 2,158 euro per la benzina, con la verde ormai a pochi centesimi dal record storico.
Eni aveva poi introdotto un tetto ai prezzi dei propri distributori, fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il diesel, misura prorogabile fino a fine anno e accompagnata dall'annuncio di Ip di voler abbassare gradualmente i costi.
Le retribuzioni e il potere d'acquisto
Sul fronte salariale, i dati Istat relativi al primo semestre 2026 indicavano una crescita della retribuzione oraria media dei lavoratori dipendenti del 2,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un incremento tendenziale del 2,4 per cento a giugno.
Un'analisi dell'Istat segnalava tuttavia che, alla fine del 2025, rispetto a gennaio 2019, l'inflazione era aumentata del 23 per cento a fronte di una crescita delle retribuzioni ferma al 13,2 per cento, con una perdita di potere d'acquisto più marcata nei servizi privati e nella pubblica amministrazione.
Gli scioperi di settembre e il calendario di ottobre
La giornata del 2 ottobre arriva al termine di un mese di settembre caratterizzato da diverse agitazioni nel comparto dei trasporti. Il calendario delle mobilitazioni era partito il 15 settembre con il trasporto pubblico locale in diverse città italiane e con lo sciopero dei medici di famiglia, per poi proseguire il 22 settembre in Umbria e culminare il 30 settembre con lo sciopero nazionale del settore aereo proclamato da Uiltrasporti, che aveva interessato il personale Enav e Techno Sky nella fascia oraria dalle 13 alle 17.
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