La fiamma olimpica riscalda l'Italia centrale tra pioggia e entusiasmo
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Redazione Sport
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Il lungo viaggio della fiaccola di Milano-Cortina 2026, che dall'estremo sud sta risalendo la penisola in un ideale abbraccio al territorio nazionale, ha acceso nei giorni scorsi le piazze e le strade dell'Abruzzo e si appresta a fare lo stesso nelle Marche. Un percorso, il suo, che non è una semplice staffetta simbolica ma un vero e proprio racconto itinerante dello sport italiano, capace di trasformare le vie di città grandi e piccole in un palcoscenico olimpico temporaneo, dove il protagonista non è solo l'atleta ma l'intera collettività che partecipa all'evento. Massimiliano Ossini, noto conduttore televisivo di programmi come "Uno Mattina" e "Linea Bianca", ha simbolicamente guidato questo racconto sugli impianti sciistici di Roccaraso, portando in quota il simbolo dei Giochi in una regione, l'Abruzzo, che alle discipline invernali è profondamente legata. Il passaggio in quelle zone, del resto, non è stato solo celebrazione ma anche una prova di resilienza, come dimostrato dalla tappa all'Aquila, dove la cerimonia dell'accensione del tripode è andata regolarmente in scena nonostante le avverse condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato la serata.
Dal Gran Sasso al mare, il percorso abruzzese
La seconda giornata in Abruzzo ha visto la torcia muoversi lungo un tracciato che dal mare, toccando località come Silvi Marina e Roseto degli Abruzzi, è risalito verso l'interno fino a Teramo e poi alla città capoluogo. Momento significativo, all'Aquila, è stato il coinvolgimento di una giovane volontaria della Croce Rossa Italiana, Giorgia Camerlengo, che ha avuto l'onore di portare la fiamma nei pressi di Porta Napoli, sottolineando come il testimone sia affidato non solo a volti noti dello sport e dello spettacolo ma anche a cittadini che, con il loro impegno quotidiano, rappresentano valori positivi. L'arrivo in piazza, sebbene bagnato dalla pioggia, non ha smorzato gli animi, concludendo un'intensa carrellata che ha mostrato la varietà paesaggistica e umana della regione.
Le Marche in attesa del momento storico
L'attenzione si sposta ora verso est, dove l'attesa sta crescendo in vista dell'arrivo della fiaccola nella regione Marche. Fabio Luna, presidente del Coni regionale, non ha esitato a definire quello di domani un "passaggio storico", una di quelle occasioni che segnano la memoria collettiva di un territorio. Il percorso, previsto per il 4 gennaio, è studiato per attraversare la regione in lungo e in largo, partendo da Ascoli Piceno nelle prime ore del mattino e snodandosi poi attraverso le province di San Benedetto del Tronto, Fermo, Civitanova Marche e Macerata, prima di giungere al capoluogo, Ancona. In ognuna di queste tappe, il breve ma intenso transito della fiamma sarà il cuore di piccole cerimonie e momenti di festa spontanea, organizzati lungo le arterie principali.
Un palcoscenico che corre lungo la costa e l'entroterra
La giornata marchigiana si prospetta dunque lunga e ricca di eventi, una maratona di emozioni che dalla costa adriatica si sposterà verso l'interno per poi ritornare sul mare nella fase conclusiva. Ad Ancona, in particolare, i festeggiamenti si concentreranno in piazza Cavour, dove convergeranno rappresentanti delle istituzioni locali e del vasto mondo associativo sportivo, in un evento che vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che, a vario Titolo, contribuiscono alla vita agonistica. Questo meticoloso itinerario, con i suoi orari e i suoi percorsi definiti, dimostra la volontà degli organizzatori di creare un contatto diretto e diffuso con la popolazione, portando un pezzo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi del 2026 letteralmente sotto casa di migliaia di persone, ben prima che i riflettori internazionali si accendano sugli stadi.




