Licenziamento controverso alla Roma: una dipendente perde il lavoro a causa di un video intimo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Una dipendente trentenne della Roma, che lavorava come tutor nel convitto del settore giovanile della società sportiva, è stata licenziata a seguito della diffusione non autorizzata di un video intimo. Il video è stato sottratto dal suo cellulare da un calciatore della Primavera, a cui aveva prestato il dispositivo per fare una telefonata.
La decisione della società
La società ha giustificato il licenziamento con una presunta "incompatibilità ambientale". La notizia, riportata dal Fatto Quotidiano, ha sollevato polemiche e richieste di intervento delle autorità sportive, oltre a interrogazioni parlamentari.
Critiche alla gestione della vicenda
La società giallorossa, guidata dalla CEO Lina Souloukou, unica donna in questo ruolo in Italia, e che vanta una squadra femminile campione d'Italia nella passata stagione, è finita nel mirino per aver agito nei confronti della donna, vittima della situazione.
Il calcio e il sessismo
Questo caso di revenge porn alla Roma mette in luce il problema del sessismo e del patriarcato nel calcio. La vittima è stata licenziata, mentre il calciatore coinvolto non ha subito conseguenze. Un altro esempio è quello di Portanova, che continua a giocare nella Reggiana nonostante una condanna a 6 anni per stupro in primo grado: secondo la giustizia sportiva non ci può essere una radiazione prima di una sentenza penale definitiva.




