Diletta Leotta e il segreto (di coppia) che fa funzionare il matrimonio con Loris Karius: “Non viviamo insieme”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ospite del podcast “Poteva andare peggio”, condotto da Paola Perego, Diletta Leotta si è lasciata andare a una serie di confessioni inedite che spaziano dalla vita professionale a quella privata, toccando anche ferite profonde del suo passato. La conduttrice sportiva, in procinto di diventare madre per la seconda volta, ha spiegato con franchezza quale sia, a suo dire, l’elemento chiave che tiene saldo il legame con il marito, il portiere tedesco Loris Karius. La ricetta, per certi versi controcorrente rispetto ai canoni tradizionali, risiede nella distanza fisica e nella gestione separata degli spazi personali.
“Un giorno vivremo insieme, ma per ora ci incastriamo”: la geografia dell’amore
La coppia, sposata dal giugno del 2024 e già genitori della piccola Aria, conduce un’esistenza divisa tra l’Italia e la Germania, dove Karius gioca. Una situazione dettata dagli impegni professionali di entrambi, ma che la Leotta ha raccontato come una scelta consapevole e, paradossalmente, cementante. “Per il momento riusciamo a incastrarci bene”, ha confidato la conduttrice siciliana, svelando che l’assenza quotidiana si trasforma in un’opportunità per alimentare il desiderio e la qualità del tempo trascorso insieme. Lei viaggia verso di lui per quattro giorni, lui la raggiunge nei weekend, e questo pendolarismo affettivo, lungi dall’essere un ostacolo, viene descritto come una regola di base per ragionare sul lungo termine, un modo per preservare la propria individualità e ritrovarsi “nei momenti in cui festeggiamo”, trasformando l’incontro in una festa anziché in una routine.
Il racconto di una violenza subita: “Mi sentii paralizzata, violata nella mia identità”
Nel corso dell’intervista con Paola Perego, Diletta Leotta ha avuto il coraggio di tornare con lucidità su uno dei capitoli più bui della sua vita, risalente al 2016, quando fu vittima del furto e della diffusione online di alcune sue foto intime. Un episodio di cyberviolenza che l’ha segnata profondamente, descritto come un momento in cui la vita sembrava dovesse finire. “Non ero abbastanza strutturata”, ha ammesso, ricordando la paralisi e il senso di smarrimento di quando, giovanissima e sola a Milano, si vide strappare via non solo delle immagini, ma la propria libertà. Il telefono che impazziva per le notifiche, la difficoltà persino a uscire di casa, la necessità di essere quasi costretta dal suo capo di allora a recarsi in polizia postale per denunciare: dettagli che restituiscono la portata del trauma. “Non è il reato in sé a fare male”, ha riflettuto la conduttrice, “è il fatto che qualcuno ti strappi via la libertà, la tua identità. Una donna è libera di scattarsi le foto che vuole, ma nessuno ha il diritto di rubargliele”.
La gestione della notorietà e i pregiudizi: “Donna e bella? Per qualcuno non puoi anche saper fare le cose”
La sua carriera, del resto, è costellata di pregiudizi con cui ha dovuto imparare a convivere, e dei quali ha parlato in diverse occasioni, anche recentemente nel podcast di Victoria Cabello. La Leotta ha più volte denunciato lo stereotipo per cui una ragazza avvenente, che cura il proprio aspetto, venga automaticamente incasellata in una categoria che esclude la possibilità che abbia anche competenze e talento. “L’accettazione che una donna anche di bella presenza possa anche saper fare delle cose sta un po’ sul ca**o”, ha sbottato senza mezzi termini, raccontando come abbia dovuto faticare il doppio per farsi riconoscere il valore professionale. Oggi, complice la maturità e la maternità, la conduttrice afferma di aver allentato la presa su queste critiche, imparando a proteggersi anche con strumenti pratici, come una lista di parole bloccate sui social, stilata con l’aiuto di amici fidati come Jake La Furia, per filtrare gli attacchi più volgari e tutelare la propria serenità e quella della sua famiglia.
Amicizie e progetti: la “sorellanza” con Elodie e lo sguardo oltre confine
Oltre all’amore e al dolore, nella chiacchierata con Paola Perego c’è stato spazio anche per parlare di legami autentici, come quello nato con la cantante Elodie. Un’amicizia sincera, definita dalla stessa Leotta una “vera sorellanza”, nata per caso in radio e suggellata da un gesto semplice come un invito a farsi la piega dal parrucchiere. Un rapporto che prescinde dal mondo dello spettacolo e che rappresenta per lei un punto fermo. Quanto al futuro, la conduttrice, cresciuta in Sicilia ma con una carriera che l’ha portata a vivere tra Milano e gli impegni internazionali, non esclude la possibilità di trasferirsi all’estero con la sua famiglia. Una volta raggiunto un traguardo, confessa, sente già il bisogno di costruirne un altro, e la prospettiva di una vita oltre i confini italiani, complice anche la carriera del marito, è un’ipotesi che guarda con concreto interesse, immaginando per i suoi figli e per sé un orizzonte sempre nuovo da esplorare.




