Microsoft modifica PowerShell, aggiornamento di sicurezza blocca script automatizzati
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Un aggiornamento distribuito da Microsoft, che rientra nel pacchetto di correzioni di dicembre per Windows 10 e Windows 11, ha introdotto una modifica sostanziale al comportamento di PowerShell 5.1. L'intervento, volto a rafforzare le difese contro possibili attacchi informatici, ha però avuto l'effetto collaterale di interrompere l'esecuzione fluida di migliaia di script di automazione, generando un avviso di sicurezza inatteso. La modifica tecnica, la quale si concentra sul comando Invoke-WebRequest, uno degli strumenti più utilizzati per interagire con contenuti web direttamente dalla shell, ora richiede parametri aggiuntivi per essere eseguito senza notifiche, alterando di fatto procedure consolidate.
Il cuore della modifica e la vulnerabilità corretta
La ragione di questo cambiamento, che può apparire drastico a molti amministratori di sistema, risiede nella necessità di chiudere una falla di sicurezza classificata come CVE-2025-54100, una vulnerabilità di tipo Remote Code Execution che poteva essere sfruttata per eseguire codice in remoto. Microsoft, la quale ha incluso la patch nei consueti aggiornamenti cumulativi, ha quindi preferito introdurre un meccanismo di protezione che obbliga a una dichiarazione esplicita dell'utilizzo del comando, scatenando, quasi inevitabilmente, disagi operativi. Il comando in questione, quando lanciato senza specificare ulteriori flag, visualizza ora un prompt che richiede conferma, rompendo così l'esecuzione automatica e non supervisionata di interi flussi di lavoro.
Il contesto del Patch Tuesday di dicembre
Questa correzione specifica si inserisce in un più ampio ciclo di aggiornamenti di sicurezza, il cosiddetto Patch Tuesday del dicembre 2025, durante il quale sono state risolte ben 57 vulnerabilità. Tra queste, spicca la correzione di una zero-day che, come confermato dalla società di Redmond, era già stata sfruttata attivamente in reti malevole prima che la patch venisse distribuita. Altre due vulnerabilità, per le quali era già disponibile pubblicamente un Proof of Concept, sono state anch'esse corrette, riducendo il rischio di un loro utilizzo da parte di criminali informatici. Il pacchetto, complessivamente, ha interessato diverse famiglie di prodotti con diversi livelli di criticità.
Le implicazioni pratiche per sistemisti e sviluppatori
L'impatto immediato dell'aggiornamento di PowerShell, al di là degli intenti di sicurezza, costringe quindi a una revisione degli script esistenti. Chiunque utilizzi Invoke-WebRequest in procedure automatizzate, siano esse per il deployment di applicazioni o per il monitoraggio di sistemi, dovrà modificare il codice sorgente aggiungendo i parametri richiesti, come ad esempio `-UseBasicParsing`, per ripristinare il funzionamento silenzioso. Un lavoro non banale, soprattutto in ambienti complessi dove tali script si contano a centinaia, che dimostra come gli interventi di hardening della sicurezza possano talvolta richiedere un significativo adeguamento delle infrastrutture IT.




