La nuova Toyota Corolla, un concept che guarda al futuro
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Redazione Economia
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Addio alla Corolla che per decenni ha incarnato l'essenza dell'affidabilità e del design conservativo; il Salone di Tokyo ha infatti svelato un prototipo che, rompendo in modo netto con la filosofia stilistica delle generazioni passate, delinea un futuro inaspettato per la berlina più venduta al mondo. Quella presentata non è una semplice evoluzione, bensì una piccola rivoluzione che, puntando su un'estetica più sportiva e minimalista, sembra voler attrarre un pubblico nuovo senza tradire l'enorme eredità di un modello, nato nel lontano 1966, del quale sono state commercializzate oltre cinquanta milioni di unità. Una storia lunga, la sua, che ha visto l'auto approdare in Europa all'inizio degli anni ottanta, diventando un pilastro indiscusso per la casa giapponese e un punto di riferimento nel suo segmento.
Una gamma propulsiva ampia e diversificata
Il concept, che anticipa la tredicesima generazione del modello la cui produzione è attesa per il 2026, non si limita a un restyling superficiale ma introduce una filosofia progettuale profondamente rinnovata. Ciò che emerge con chiarezza è la volontà di mantenere un'offerta di motorizzazioni estremamente variegata, capace di soddisfare le diverse esigenze del mercato globale. La gamma, stando a quanto anticipato, spazierà infatti dalle consolidate e collaudate tecnologie ibride full, fino alla più moderna versione plug-in, senza tralasciare una variante interamente elettrica che rappresenterà il passo più significativo verso la mobilità a zero emissioni. Restano comunque in programma, e non poteva essere altrimenti per un'auto con una diffusione planetaria, i tradizionali motori a combustione interna, i quali, con ogni probabilità, verranno adattati per funzionare con carburanti a basso impatto ambientale.
Lo stile: una rottura con il passato
La vera novità, quella che salta immediatamente all'occhio anche all'osservatore meno esperto, risiede nelle forme affilate e in un'impostazione generale che abbandona la classica e rassicurante linea a tre volumi. Il design, diventato più espressivo e dinamico, sembra voler comunicare un'identità completamente rinnovata, proiettata verso un orizzonte in cui l'efficienza aerodinamica e un'estetica più emotiva giocano un ruolo primario. Questo cambiamento, che alcuni potrebbero considerare audace per un'icona così radicata, segna un punto di non ritorno e dimostra come la casa di Toyota intenda mantenere il modello al passo con i tempi, interpretando le nuove tendenze senza però disperdere quel capitale di fiducia e riconoscibilità che il nome Corolla si è guadagnato in quasi sessant'anni di carriera.
Lexus e la sua visione alternativa del lusso
In quello stesso contesto espositivo, un'altra proposta ha catturato l'attenzione per la sua radicale eccentricità: la visione futura dell'ammiraglia Lexus LS, che abbandona i canoni della berlina elegante per trasformarsi in un van a sei ruote. Un veicolo, questo, che punta tutto sull'abitabilità e su un design in grado di generare un forte impatto visivo, sostituendo la proverbiale sobrietà con un'esplicita ricerca dell'effetto "wow". La soluzione tecnica del doppio asse posteriore, sebbene insolita per un'auto di lusso, enfatizza questa volontà di distinguersi e di esplorare territori inediti, dimostrando come le strade per interpretare la mobilità di domani possano essere molteplici e sorprendentemente divergenti.




