La Lega ritira la proposta di legge sul divieto dell'uso del femminile per cariche istituzionali
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Redazione Interno
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La Lega ha ritirato una proposta di legge che avrebbe vietato l'uso del genere femminile per i titoli e gli incarichi di vertice. La proposta, avanzata dal senatore Manfredi Potenti, è stata ritirata a seguito di polemiche.
Il ritiro della proposta di legge
La proposta di legge, che era stata presentata come un'iniziativa personale del senatore Potenti, prevedeva sanzioni da mille a 5mila euro per chi avrebbe violato il divieto. Tuttavia, dopo le polemiche degli ultimi giorni, la Lega ha deciso di ritirare la proposta.
Le reazioni alla proposta
La proposta di legge ha suscitato reazioni negative da parte di vari settori. Laura Boldrini, deputata, ha criticato la proposta, sostenendo che "trasuda misoginia". Ha inoltre osservato che è curioso che "chi ha come slogan 'prima gli italiani' non conosca le declinazioni della nostra lingua".
Anche il linguista Vero Gheno ha commentato la questione, sottolineando che "usare i femminili di professione è esattamente quello che la lingua italiana prevede". Ha aggiunto che se alcuni di questi termini non sono stati usati in passato, è perché non c'erano donne a cui riferirli e quindi si è imposta una tradizione maschile.
Il ritorno a Pontida
Nel frattempo, la Lega ha annunciato il ritorno a Pontida, un raduno tradizionale del partito. La data da segnare sul calendario è quella del 6 ottobre. Il raduno avrebbe dovuto coincidere con la commemorazione della battaglia di Lepanto, ma è stato anticipato di un giorno. Il ritorno a Pontida è stato annunciato nel giorno in cui la Lega ha fatto marcia indietro sulla proposta di legge.




