La foca monaca a Numana, il sindaco istituisce un presidio di protezione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvistamento, che in un primo momento aveva generato stupore per la rarità del fenomeno nell’Adriatico, ha rapidamente imposto una necessità di tutela stringente, trasformando la spiaggia della Spiaggiola in un luogo da proteggere più che da visitare. Il sindaco Gianluigi Tombolini, dopo aver seguito personalmente l’evolversi della situazione fin dalle prime ore, ha diramato un appello chiaro e perentorio, chiedendo di “lasciarla tranquilla” e sottolineando come il vero amore per gli animali si manifesti proprio nel garantire loro quiete. “Ho cercato di ribadirlo in tutte le sedi”, ha dichiarato il primo cittadino, la cui ordinanza ha portato all’installazione di transenne per delimitare l’area e impedire quel pellegrinaggio di curiosi che, richiamati dal tam tam dei social network, rischiavano di compromettere il benessere dell’esemplare. L’animale, infatti, costretto a continui rientri in mare dopo pochi minuti a causa della pressione umana, ha mostrato segni di disturbo, persino nel giorno di Natale, quando nuovi avvistamenti sono stati seguiti da immediati allontanamenti.

Le guardie del per un ospite raro

Proprio per garantire il necessario riposo alla foca, l’amministrazione comunale ha deciso di istituire un vero e proprio servizio di vigilanza, stanziando mille euro per quelle che sono state informalmente definite le “guardie del ” dell’animale. Si tratta di un intervento volto a dissuadere i tentativi di avvicinamento e di scatto fotografico, poiché l’eccesso di selfie e la ricerca dello scatto virale stavano diventando la minaccia principale per la tranquillità dell’ospite inatteso. L’obiettivo, come ribadito dalle autorità, non è solo quello di far rispettare il divieto di avvicinamento sotto i cinquanta metri, ma di creare una zona cuscinetto dove la foca possa sostare senza essere assillata, permettendole di recuperare le energie in un habitat che, pur non essendo il suo originario, si è rivelato temporaneamente accogliente.

Una star involontaria tra normative e buon senso

La vicenda, che ha catapultato l’animale al centro di un’attenzione mediatica amplificata dai social network, pone questioni che vanno oltre la semplice cronaca locale, toccando il tema del rapporto tra fauna protetta e curiosità umana. Le forze dell’ordine, coadiuvate dalle disposizioni sindacali, sono state chiamate a presidiare un arenile che, in altre circostanze, sarebbe stato desertico in questo periodo dell’anno, trasformando un evento naturalistico eccezionale in un caso di gestione dell’emergenza. La foca monaca, specie a grave rischio di estinzione e protetta da convenzioni internazionali, necessita di un assoluto rispetto, che non si limita alla mera osservazione delle leggi ma chiama in causa la responsabilità individuale di ciascuno, come ricordato dall’appello del sindaco.

Il presidio continua

Mentre il presidio di protezione rimane attivo, la speranza delle autorità è che l’animale possa trovare la pace necessaria, lontano dagli obiettivi delle macchine fotografiche e dai brusii delle folle. L’intervento, per quanto deciso, non è punitivo ma preventivo, mirando a educare al rispetto della distanza e a far comprendere che alcuni spettacoli della natura vanno ammirati in silenzio e da lontano. La storia della foca monaca a Numana rimane, dunque, un capitolo aperto, il cui epilogo dipenderà dalla capacità collettiva di garantire quell’isolamento che non è indifferenza, bensì la forma più alta di tutela.

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