I centri commerciali in Italia guardano alla qualità, sette nuove aperture entro il 2028

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il settore immobiliare commerciale italiano, dopo aver superato la soglia simbolica delle mille strutture, di cui mille e una per l'esattezza, sta virando verso una fase di consolidamento che privilegia, ormai in maniera netta, la rigenerazione del patrimonio esistente piuttosto che la mera espansione quantitativa. Questo orientamento, emerso con chiarezza durante il tredicesimo convegno 'Retail & Real Estate Italia' organizzato da Confimprese con il supporto di Reno – Your retail partner, segna il passaggio a un mercato maturo, il quale, pur prevedendo sette nuove inaugurazioni entro la scadenza del 2028, dimostra una propensione strategica per interventi di qualificazione. Se si considera che le aperture previste per un triennio precedente, nel 2019, ammontavano a sedici unità, il dato attuale evidenzia una transizione verso modelli di business più selettivi, dove la chiusura degli esercizi meno redditizi si accompagna all'apertura di nuovi insediamenti in aree ritenute particolarmente attrattive.

Il piano delle nuove aperture e il focus sulla rigenerazione

Il calendario degli investimenti, illustrato nel corso dell'evento tenutosi al Centro congressi Sgr di Rimini, che ha riunito i principali operatori del retail, dei retail park e delle high street, delinea un programma di medio termine. L'anno prossimo, secondo quanto riferito, è atteso l'avvio di quattro centri commerciali e di un grande ipermercato: si tratterebbe, nello specifico, del Nuovo Distretto Tematico a Genova, del Fass Shopping Centre a Elmas, in provincia di Cagliari, della City Mall a Gallarate – almeno secondo le indicazioni fornite da Reno – e della galleria commerciale all'interno del grande progetto Porta Vittoria a Milano, a cui si aggiungerà un Iper Tosano a Brescia. Due ulteriori cantieri, stando ai piani, dovrebbero concludersi entro il 2028, completando così il quadro delle sette nuove strutture annunciate dal presidente di Confimprese Mario Resca.

La creazione di nuovi posti di lavoro

Questa evoluzione del comparto, che punta decisamente su un rinnovamento qualitativo dello stock, non è fine a sé stessa ma porta con sé significative ricadute sul piano occupazionale. L'avvio di nuovi punti vendita e le operazioni di riqualificazione di quelli già esistenti, infatti, sono destinate a generare centinaia di nuovi posti di lavoro, che andranno a distribuirsi sul territorio nazionale. Si tratta di un impatto economico e sociale non trascurabile, il quale si inserisce in un processo di trasformazione continua del retail fisico, chiamato a rispondere alle mutate abitudini di consumo e a un contesto competitivo in costante divenire.

Un mercato che cambia pelle

La strategia complessiva, quindi, sembra aver abbandonato la logica della pura crescita numerica per abbracciare un modello più sofisticato, dove la qualità dell'offerta, l'integrazione con il tessuto urbano e l'esperienza del consumatore diventano fattori determinanti. La rigenerazione degli asset esistenti, d'altronde, consente di adeguare le strutture agli standard contemporanei, migliorandone l'efficienza e l'attrattiva senza necessariamente incrementare la superficie commerciale complessiva. È questa, in definitiva, la traiettoria lungo la quale si sta muovendo l'Italia dei centri commerciali: un percorso di razionalizzazione e di potenziamento che mira a consolidare un settore giunto ormai a piena maturazione.

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