Ps6, Sony non sa quando uscirà (e il colpevole è il mercato delle memorie)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La data di uscita di PlayStation 6? Una domanda alla quale, ad oggi, nemmeno chi la sta progettando può rispondere con certezza. Lontano dall’essere una strategia di marketing per tenere alta la tensione, questa ammissione di ignoranza tecnologica è emersa in tutta la sua schiettezza durante l’ultima conferenza annuale sulla strategia aziendale di Sony, gettando una luce inquietante sullo stato di salute della supply chain globale dei componenti. Il presidente di Sony Interactive Entertainment, Hiroki Totoki, rispondendo a una domanda diretta degli investitori, ha confermato che il colosso giapponese non ha ancora fissato né il periodo di lancio né il prezzo della sua prossima ammiraglia; una franchezza, quella del manager, che suona più come un campanello d’allarme che come una semplice cautela diplomatica.
L’effetto domino dell’intelligenza artificiale sulle RAM
Il principale ostacolo tecnico che impedisce a Sony di tracciare una roadmap definitiva ha un nome ben preciso: la crisi delle memorie. Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di una generica mancanza di scorte, bensì di una distorsione del mercato causata dall’esplosione incontrollata dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. La loro "voracità" di chip di memoria, necessari per addestrare i modelli e far funzionare i server, ha letteralmente prosciugato le riserve disponibili, facendo schizzare verso l’alto i prezzi delle RAM. I produttori hardware, non solo nel settore gaming ma in tutta l’elettronica, si trovano così a dover fare i conti con un aumento vertiginoso del BoM (Bill of Materials), ovvero il costo dei singoli componenti. Se a questo si aggiunge la necessità – per una console next-gen – di montare quantitativi di memoria molto superiori a quelli della PS5 (che attualmente si ferma a 16 GB), il rischio è quello di partorire una piattaforma dal prezzo di listino proibitivo per il pubblico di massa, ripetendo (e forse aggravando) le difficoltà di lancio vissute con la generazione attuale.
Sviluppo in parallelo tra indiscrezioni horror e attese di mercato
Mentre le divisioni ingegneristiche aspettano che il mercato delle memorie mostri un qualche segnale di tregua – le previsioni parlano di prezzi ancora alle stelle per tutto il 2027 – il reparto creativo di Sony sembra essersi messo comunque al lavoro. Nel limbo dell’incertezza tecnica, iniziano a delinearsi i primi progetti software che dovrebbero accompagnare (o forse giustificare) il costo della futura console. Secondo un report pubblicato da MP1st, uno studio non ancora ufficialmente identificato starebbe sviluppando per PS6 un horror shooter in terza persona basato sul potentissimo Unreal Engine 5; le indiscrezioni, che hanno immediatamente fatto scattare i riflettori su un possibile "Until Dawn 2" o su un revival di "Forbidden Siren", parlano di un’esperienza che integrerà sistemi avanzati di motion capture e progressione del giocatore, caratteristiche che suggeriscono un’ambizione narrativa più vicina ai grandi blockbuster single-player che a semplici sparatutto d’azione.
Il nodo dei costi e la strategia dei modelli alternativi
Sony non può nemmeno permettersi di guardare con troppa calma le acque agitate del mercato dei chip, e lo si capisce dalla frenesia con cui sta investendo risorse. Secondo i dati finanziari, mentre la PS5 continua a vendere – sebbene a un ritmo notevolmente calato rispetto agli anni d’oro, nonostante le attese uscite di "Marvel’s Wolverine" e "GTA 6" previste per il 2026 – la casa di Tokyo sta già sviluppando la prossima generazione in parallelo. La squadra, insomma, non si ferma, ma la strategia di lancio dovrà necessariamente reinventarsi. Per superare lo scoglio dei costi elevati, l’azienda starebbe valutando la possibilità di introdurre nuovi modelli di business per la PS6; si parla addirittura di configurazioni ibride o portatili per segmentare l’offerta, una mossa che permetterebbe di abbassare il prezzo di entrata nel nuovo ecosistema senza rinunciare completamente alla potenza di fuoco che ci si aspetta da una console di nona generazione.




