Il Grande Fratello, ascolti in caduta libera: Mediaset valuta la chiusura anticipata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’esperimento del doppio appuntamento settimanale, concepito per rilanciare le sorti del celebre reality, sembra aver prodotto l’esito diametralmente opposto, finendo per erodere quel che restava del pubblico fedele invece di consolidarlo. L’edizione in corso, che già arrancava faticosamente nei consueti appuntamenti del lunedì sera su Canale 5 con uno share che oscillava attorno a una soglia già modesta, ha toccato un picco negativo nella puntata di ieri, registrando un dato che ha allarmato gli vertici aziendali: appena il 13% di share, corrispondente a un milione e seicentoventimila spettatori, un numero che viene giudicato internamente come inaccettabile per un programma di tale portata e investimento.

Sono trascorsi venticinque anni, un quarto di secolo, da quando Daria Bignardi condusse la prima edizione, un periodo durante il quale il panorama mediatico è mutato in maniera radicale e, sotto molti aspetti, irreversibile. Alle dinamiche interne della casa, un tempo sufficienti a creare un fenomeno di costume, si sono affiancate e poi sovrapposte le logiche vorticoshe dei social network, costringendo il programma a un adattamento continuo, non sempre riuscito, per cercare di parlare a una platea abituata a ritmi narrativi completamente diversi e a forme di intrattenimento più immediate e interattive.

Il cambio di registro, attuato con l’ingaggio di Simona Ventura alla guida del programma e con l’introduzione di una versione “Nip” pensata forse per catturare un target più giovane, non ha sortito gli effetti sperati. Quello che un tempo fu un esperimento sociale rivoluzionario, capace di dettare l’agenda dei talk show e di generare conversazione per giorni, appare oggi come un format visibilmente affaticato, che fatica a ritrovare la sua rilevanza in un ecosistema televisivo e digitale profondamente trasformato. La diretta, spesso criticata per la sua lunghezza e per una certa ripetitività, non rappresenta più un evento imperdibile.

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