Cristiano Ronaldo nella storia del calcio: la doppietta all'Uzbekistan vale un record che non ha precedenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C'era un alone di inevitabile attesa, quasi di impazienza, intorno al momento in cui Cristiano Ronaldo avrebbe finalmente infilato la sua prima rete in questo Mondiale. Le critiche, piovute copiose dopo l'esordio opaco contro la Repubblica del Congo, avevano finito per alimentare una narrazione che il fuoriclasse portoghese, con la consueta tempestività, si è incaricato di mandare in frantumi.

E l'occasione, per quanto possa apparire paradossale, è arrivata contro l'Uzbekistan, la nazionale guidata da Fabio Cannavaro, in una partita che sembrava destinata a sbloccare il torneo dei lusitani e che invece ha regalato all'attaccante un pugno di numeri destinati a entrare negli annali del calcio mondiale. La sua doppietta, al momento, ha già consegnato al Portogallo un vantaggio schiacciante e, contestualmente, ha permesso a Ronaldo di scrivere un capitolo di leggenda che nessuno, prima di lui, era riuscito nemmeno a immaginare.

La doppietta che vale la storia e il primato assoluto

Non si tratta soltanto di una questione di numeri, per quanto questi, nel caso di Ronaldo, abbiano ormai assunto una dimensione quasi sovrumana. La sua rete dell'1-0, arrivata con una girata sul primo palo che ha lasciato senza scampo il portiere avversario, è stata il primo tassello di una serata che lo ha consacrato come il calciatore con il maggior numero di presenze e reti in assoluto nella competizione iridata per quanto riguarda la selezione portoghese.

Il dato statistico che più di ogni altro fa sobbalzire sulla sedia, tuttavia, è un altro: quella realizzazione rappresenta il primo gol di Ronaldo nell'edizione americana, ma è anche il sigillo che lo rende l'unico giocatore nella storia a essere andato a segno in sei edizioni consecutive dei Mondiali, un filotto che parte dal lontano 2006 e arriva fino a oggi, attraversando con incredibile longevità le diverse epoche del calcio moderno.

Il peso delle critiche e la risposta sul campo

L'ambiente intorno alla figura di Cristiano Ronaldo, come spesso accade quando le prestazioni non corrispondono alle aspettative, si era fatto particolarmente gravoso dopo la prima uscita mondiale del Portogallo. I commenti più aspri, che ne mettevano in dubbio l'impatto fisico e la lucidità sotto porta, hanno trovato una replica immediata e perentoria nel momento in cui l'attaccante ha raccolto un cross dalla destra, anticipando il difensore con un movimento che è la sintesi perfetta del suo repertorio: scatto, tempismo e una conclusione che non lascia scampo.

L'Uzbekistan, che pure si era preparato a lungo per arginare le sortite lusitane, ha finito col subire il peso specifico di un giocatore che, al di là dei 975 gol complessivi in carriera, possiede ancora l'istinto del cacciatore. La doppietta, che ha portato il punteggio sul 4-0 per la formazione di Cannavaro, non ha fatto altro che accentuare il divario tra due squadre con ambizioni differenti e ha restituito a Ronaldo quel credito che i suoi detrattori, almeno per una notte, si sono trovati costretti a riconoscergli.

Il Mondiale delle stelle e l'ingresso in scena del fuoriclasse portoghese

Questa rassegna mondiale, almeno nelle battute iniziali, aveva già assunto i contorni di un palcoscenico dominato dai grandi interpreti del calcio globale. Lionel Messi, Erling Haaland e Kylian Mbappé avevano già timbrato il cartellino, accendendo i riflettori su una competizione che sembrava voler celebrare il passaggio di testimone tra generazioni o, a seconda dei punti di vista, il consolidamento di un'egemonia tecnica.

Manca all'appello Cristiano Ronaldo, che con questa doppietta si è iscritto a pieno titolo nel novero dei protagonisti, ribadendo come il suo legame con la fase finale del torneo sia più solido che mai. Il Portogallo, che nel frattempo ha costruito la sua vittoria su un gioco corale fatto di possesso palla e ripartenze veloci, ha trovato nel proprio capitano quel guizzo decisivo che spesso fa la differenza nelle partite di alta tensione.

L'inquadramento tattico e la direzione arbitrale

La partita, affidata all'arbitro marocchino Jalal Jayed, coadiuvato dai connazionali Brinsi e Akarkad e con il sudafricano Abongile in veste di quarto ufficiale, ha visto il Portogallo schierarsi con un modulo offensivo che metteva in risalto le qualità dei singoli.

Dal 4-2-3-1 disegnato in partenza, con Diogo Costa tra i pali, una difesa a quattro composta da Cancelo, Ruben Dias, Veiga e Nuno Mendes, e un centrocampo affidato alla mobilità di Joao Neves e Vitinha, la squadra ha potuto contare sulla verve di Joao Felix, Bruno Fernandes e Neto a supporto del terminale offensivo rappresentato da Cristiano Ronaldo.

La scelta di Cannavaro, che aveva riposto fiducia in Shomurodov per guidare l'attacco uzbeko, non è bastata a contrastare la superiorità tecnica dei lusitani, i quali hanno sfruttato ogni occasione per mettere in difficoltà una retroguardia che, a tratti, ha mostrato vistosi vuoti tattici.

La doppietta di Ronaldo, in questo contesto, rappresenta il coronamento di una prestazione corale che il Portogallo cercava da tempo, quella che finalmente può proiettarlo con maggiore serenità verso le fasi successive del torneo, forte di un bomber che, a dispetto di ogni pronostico e di ogni critica, ha ancora molto da dire in questa competizione.

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