Cremonese, Nicola esalta la vittoria a San Siro: "Siamo stati rognosi"
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Redazione Sport
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Davide Nicola, reduce dalla prestigiosa affermazione contro il Milan, ha illustrato con la consueta franchezza le ragioni di un successo che, a livello statistico, segna una prima volta: nessuna squadra da lui allenata aveva mai battuto Massimiliano Allegri, e mai la Cremonese aveva vinto in casa rossonera. «Molto umilmente posso dire che è anche la mia prima vittoria contro Allegri», ha affermato il tecnico grigiorosso in conferenza stampa, sottolineando come «raccogliere un risultato del genere qui è raro», prima di elogiare i suoi uomini per le marcature, impeccabili. Un trionfo, il suo, che non deve essere considerato un episodio isolato bensì un «segnale ben preciso», poiché il lavoro di squadra, spesso invocato ma raramente realizzato con tale coesione, si è rivelato l'arma fondamentale.
Sul versante opposto, l’esordio di Allegri sulla panchina milanese è stato quantomeno amaro. L’allenatore livornese, intervistato dai microfoni di DAZN, non ha cercato alibi di sorta, ammettendo senza giri di parole la natura «evitabile» dei due gol subiti, ascrivibili a una carenza di «cattiveria in campo» e a una scarsa «percezione del pericolo» da parte della sua squadra. Pur avendo riconosciuto il merito degli avversari, i quali hanno vinto «senza rubare nulla» mostrando anzi un'ottima fase difensiva, Allegri ha rimarcato come la differenza in serie A sia dettata proprio da quei dettagli, da quella ferrea determinazione che ha mancato ai suoi nel momento decisivo.
A confermare un clima non ideale nello spogliatoio rossonero, seppur in un’ottica di miglioramento, sono state le parole di Alexis Saelemaekers. L’esterno belga, rientrato dal prestito, ha fatto un paragone rivelatore tra la situazione attuale e quella che aveva percepito dall’esterno la scorsa stagione. «Ho sentito che l'anno scorso è stato un anno con tanti giocatori tristi», ha dichiarato, precisando però di aver trovato, al suo rientro, «un gruppo che vuole fare qualcosa di bello», segnale di un’atmosfera rinnovata nonostante la sconfitta.




