Totti compie 50 anni: la lettera, la festa a Las Vegas e il nodo con la Roma sulle maglie numero 10
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Redazione Salute
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Francesco Totti spegne cinquanta candeline e sceglie la discrezione. Niente maxi festa come per i quaranta, niente riflettori: il Capitano ha celebrato il traguardo a Las Vegas, in un viaggio breve e programmato insieme alla compagna Noemi Bocchi e ai figli di entrambi. La permanenza negli Stati Uniti è stata questione di giorni, giusto il tempo di una cena all’hotel Bellagio e di una serata al Las Vegas Motor Speedway, prima del rientro nella Capitale.
La lettera al Messaggero e l’orgoglio di una vita in giallorosso
«Ieri ho compiuto 50 anni ma sono all’estero e per il fuso orario festeggio anche oggi. E poi sono 50, non basta un solo giorno per festeggiare», scrive Totti in una lettera a Il Messaggero. «Mi giro e vedo la mia avventura da ragazzino prima e uomo poi nella Roma e mi ritengo soddisfatto. Ho coronato un sogno, il mio sogno, quello di un romano che è riuscito a giocare soltanto nella squadra della sua città, vestendo i gradi di capitano». Nel racconto del traguardo anagrafico c’è spazio anche per l’ironia: «Se devo dirvi la verità non me li sento. Di testa, poi, io ne ho sempre la metà, 25».
Il ritorno in campo rifiutato e i momenti dopo l’addio
Nella lettera Totti torna sulla tentazione di rimettersi gli scarpini, un paio d’anni fa, quando aveva 48 anni. «Sono stato tentato, lo ammetto, poi però il legame con la mia città, la mia squadra e la mia gente mi ha fatto dire di no. Sarei stato forse egoista, avrei fatto felice Francesco ma avrei deluso milioni di tifosi». Il giorno dell’addio al calcio giocato, ha raccontato in un’intervista al Corriere dello Sport, fu invece tutt’altro che sereno: «Ho avuto paura, sì, anche perché quando volti pagina non sai ancora cosa troverai».
L’alfabeto della Roma e le celebrazioni per il mezzo secolo
La società giallorossa ha omaggiato il suo numero 10 con un alfabeto speciale pubblicato sul sito ufficiale, che ripercorre la carriera dalla A di Aalst, primo gol europeo nel 1995, alla Z di Zeman, il tecnico che gli consegnò definitivamente la fascia da capitano. Totti ha chiuso la carriera con 786 presenze e 307 gol in giallorosso, vincendo uno scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane, oltre al Mondiale del 2006 con la Nazionale.
La distanza dalla Roma e la questione delle royalty
La celebrazione del club non ha però colmato la distanza sul piano societario. Secondo quanto riportato da La Repubblica, i rappresentanti di Totti hanno incontrato tre volte la dirigenza giallorossa senza trovare un’intesa, e l’ultimo confronto, risalente a meno di un mese fa, ha visto la Roma rappresentata dal CEO John Galantic. Al centro del braccio di ferro ci sono le maglie con il nome Totti e il numero 10, che il club ha continuato a commercializzare dopo il ritiro del giocatore senza riconoscere royalties all’ex capitano.
Solo nella scorsa stagione ne sarebbero state vendute circa quindicimila, mentre dal 2018 a oggi si parla di diverse centinaia di migliaia di pezzi. Totti non avrebbe ricevuto alcun compenso su queste vendite.
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