Nuovi dettagli sull'attentato di Bondi Beach: il video dell'addestramento e la regia dell'Isis
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Redazione Esteri
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Un addestramento di settimane, un sopralluogo poco prima dell'attacco e una dichiarazione di fedeltà allo Stato Islamico. I contorni della strage di Bondi Beach, che il 14 dicembre scorso ha insanguinato le celebrazioni di Hannukkah a Sydney, si delineano con inquietante chiarezza attraverso le indagini della polizia australiana. Quell'aggressione, compiuta da Sajid e Naveed Akram, padre e figlio di 50 e 24 anni, si è conclusa con un bilancio di quindici vite stroncate, mentre decine di persone rimanevano ferite. Il percorso che ha condotto alla tragedia, come spesso accade, è stato meticoloso e premeditato: lo dimostrano alcune fotogrammi, tratte da un video non ancora divulgato al pubblico, che mostrano il più giovane dei due terroristi esercitarsi con un'arma da fuoco in una zona rurale, verosimilmente nel sud dell'Australia. Un periodo di preparazione, quello, culminato poi nella recitazione del Corano davanti al simbolo nero del Califfato.
La regia ideologica dello Stato Islamico
Proprio quel legame ideologico, del quale si sussurrava nelle prime ore dopo l'attentato, ha trovato una conferma ufficiale negli accertamenti degli inquirenti. Le autorità, infatti, hanno rintracciato e analizzato un filmato registrato nello scorso ottobre, sequestrato da uno dei cellulari in possesso degli attentatori. Il contenuto del video, alcuni dei cui elementi sono stati diffusi, non lascia spazio a interpretazioni: i due uomini siedono solennemente davanti a una bandiera dell'Isis, pronunciando versetti sacri ed esprimendo parole di condanna verso il sionismo, fornendo così una spiegazione al gesto che di lì a poco avrebbero compiuto. Un manifesto, quello, che oltre a svelare le motivazioni profonde dell'atto terroristico, ne dimostra la pianificazione e la freddezza. Nel frattempo, il più giovane dei due assalitori, che era stato ricoverato in ospedale per le ferite riportate durante l'azione di polizia che ha posto fine alla sparatoria, è stato trasferito in una struttura carceraria.
Il dolore dei primi funerali
Mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni passaggio della cellula, la città di Sydney ha cominciato a elaborare il lutto. Mercoledì 17 dicembre, infatti, si sono tenuti i primi funerali delle vittime, riunendo una folla addolorata in un momento di raccoglimento. Le cerimonie hanno reso omaggio, tra gli altri, a due figure di spicco: il rabbino Eli Schlanger e il rabbino Yaakov Levitan, entrambi colpiti a morte mentre partecipavano all'evento "Chanukah by the Sea". Un'onda di commozione, poi, ha accompagnato le esequie di Matilda, la più giovane vittima della strage, che aveva soltanto dieci anni. Momenti che hanno segnato profondamente il tessuto sociale della metropoli, costretta a confrontarsi con una violenza che ha scelto come bersaglio un momento di festa e di luce.
Il quadro investigativo si definisce
Le prove raccolte dagli investigatori, compreso il video di propaganda, stanno permettendo di ricostruire con precisione la catena di eventi che ha preceduto la sparatoria. Gli elementi in loro possesso suggeriscono un'azione non impulsiva, ma studata nei minimi particolari, a partire dall'addestramento all'uso delle armi fino al sopralluogo sul luogo dell'attentato. Quel filmato, in particolare, rappresenta un tassello fondamentale per comprendere la dinamica dell'operato dei due terroristi, mostrando come essi stessi avessero voluto lasciare una testimonianza della loro adesione all'ideologia estremista. La polizia, che sta vagliando ogni dato senza esclusione di colpi, considera il materiale sequestrato come parte integrante della scena del crimine, utile a tracciare non solo i movimenti dei killer, ma anche la possibile esistenza di reti di supporto, seppur limitate, sul territorio nazionale.




