Di Battista e il rientro da Cuba, Tajani: «Mai lasciato solo un italiano, in rientro il bimbo dall’Egitto»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si avvicina il momento del ritorno in Italia per Alessandro Di Battista, l'ex deputato del Movimento 5 Stelle ricoverato da venerdì sera in un ospedale di Cuba dopo un grave malore. Lo stesso diretto interessato, attraverso un post pubblicato sui suoi profili social ufficiali, ha fornito rassicurazioni sulle proprie condizioni di salute, annunciando contestualmente la data e le modalità del trasferimento: «Oggi mi sento meglio.

Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto», ha scritto Di Battista, spiegando poi che «partirò da Cuba il 4 settembre con un'aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza».

Un annuncio che giunge al termine di una settimana segnata dall'ansia per le sue sorti, dopo che il politico era stato colpito da un forte mal di testa e da un malore che ne avevano reso necessario il ricovero prima a Santa Clara e successivamente all'Avana, dove è stato sottoposto ad accertamenti più approfonditi come una tac con contrasto alla presenza anche di medici italiani inviati dal leader pentastellato Giuseppe Conte.

Il no al volo di Stato e le parole di Tajani

La vicenda, che aveva inizialmente acceso i riflettori sulla possibilità che per Di Battista venisse predisposto un volo di Stato sanitario per agevolare il rientro in Italia, ha trovato un suo preciso epilogo proprio nella decisione dell'ex deputato di avvalersi dell'assicurazione privata, rifiutando così il supporto governativo che era stato comunque messo a disposizione.

Una scelta che ha indirettamente sollecitato l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale, in un video pubblicato sui suoi canali social, ha voluto fare un punto sull'attività della Farnesina a tutela dei cittadini italiani all'estero, rispondendo così a tutte quelle polemiche che avevano accompagnato l'ipotesi di un trasporto speciale per l'ex parlamentare.

«Dal 1 giugno al 31 agosto di quest'anno, cioè durante tutta l'estate, il Ministero degli Esteri non ha lasciato solo alcun italiano che avesse problemi mentre si trovava all'estero, soprattutto coloro che avevano problemi di salute», ha affermato Tajani, specificando come «sono stati rimpatriati ben 25 nostri connazionali», nel tentativo di ribadire il principio di imparzialità che guida l'azione diplomatica del governo.

L’altro fronte: il rientro del piccolo Younes dall’Egitto

A corroborare la tesi del ministro, secondo cui l'azione della Farnesina non si muove sulla base della notorietà delle persone assistite ma sulla necessità effettiva di tutelare i connazionali in difficoltà, vi è la parallela e commovente vicenda del giovane Younes, il bambino di sei anni rimasto in coma dopo un incidente in piscina verificatosi il 3 agosto scorso durante una vacanza a Sharm el-Sheikh, in Egitto.

Dopo settimane di ricovero in terapia intensiva presso l'ospedale internazionale Piramide di Sharm el-Sheikh, dove era stato ricoverato a seguito di un arresto cardiaco per annegamento che gli aveva causato un grave trauma cranico con edema cerebrale, il piccolo paziente è finalmente stato dichiarato trasportabile dai medici curanti e dai sanitari italiani che ne hanno seguito il caso, e il suo rimpatrio è stato programmato per le prossime ore.

L'annuncio, dato dallo stesso ministro Tajani in concomitanza con le dichiarazioni sull'assistenza agli italiani, ha portato alla luce le difficoltà della famiglia, che non aveva stipulato una polizza assicurativa prima della partenza e che aveva fatto ricorso a una raccolta fondi online per far fronte alle ingenti spese mediche e di trasporto, una mobilitazione che aveva già raccolto oltre 80.000 euro.

Dettagli e tempistiche del rientro in Italia

Per quanto concerne i dettagli pratici del trasferimento, il ritorno di Alessandro Di Battista è quindi fissato per venerdì 4 settembre, e la scelta di avvalersi di un'aeroambulanza privata, come lui stesso ha tenuto a precisare, pone l'accento sulla copertura assicurativa che aveva stipulato prima della partenza per Cuba, dove si trovava per realizzare alcuni reportage giornalistici.

Nelle sue dichiarazioni, l'ex deputato ha anche voluto esprimere gratitudine verso i medici cubani che lo hanno assistito, definendoli «molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali», e ha ringraziato quanti hanno mostrato vicinanza in questi giorni difficili.

Sul fronte del piccolo Younes, invece, il rientro in Italia rappresenta l'approdo di una complessa operazione diplomatica e sanitaria che ha visto impegnati in prima linea l'Ambasciata italiana al Cairo e il console onorario a Sharm el-Sheikh, i quali hanno lavorato ininterrottamente per mettere in contatto la struttura egiziana, i medici italiani e l'ospedale Regina Margherita di Torino, dove il bambino sarà preso in carico per proseguire le cure, dopo che la Regione Piemonte e la Asl competente si sono attivate per garantire l'accoglienza.

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