Recensione del film Oppenheimer di Christopher Nolan con Cillian Murphy
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"Oppenheimer" è un film di Christopher Nolan con un cast stellare e uno strepitoso Cillian Murphy. La storia dello scienziato Oppenheimer e della creazione della bomba atomica è raccontata sullo schermo in tre ore durante le quali lo spettatore è completamente assorbito da una narrazione interessante, che gioca su più piani temporali, tra presente, passato e futuro ed è molto attenta alla definizione introspettiva del protagonista. La vera bomba H? Siamo noi esseri umani. "Oppenheimer" ci mette allo specchio. All’inizio era una mela. C’è sempre una mela, all’inizio. Chiedete a Eva, a Newton. A Biancaneve, meglio. Anche perché è una mela avvelenata: uno studente l’ha avvelenata per ripicca e vendetta contro un professore che lo ha umiliato. Lo studente è Robert Oppenheimer, il professore è Patrick Blackett e quello che rischia di mangiarsi la mela è Niels Bohr, uno dei più grandi fisici del Novecento. E, per quanto l’episodio della mela si trovi giusto all’inizio della storia che Cristopher Nolan ci racconta nel film «Oppenheimer», ovvero quando il protagonista è appena uno studente di Cambridge, già c’è tutto, o quasi.




