Atto vandalico sul murale di Paola Egonu a Roma
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il murale dedicato a Paola Egonu, realizzato dall'artista Laika e situato davanti alla sede del Coni a Roma, è stato vandalizzato dopo sole 24 ore dalla sua creazione. L'opera, intitolata "Italianità", celebrava l'oro olimpico della nazionale italiana di pallavolo femminile e veicolava un messaggio di inclusione e condanna dell'intolleranza.
L'atto vandalico
Nella notte tra il 12 e il 13 agosto, il murale è stato deturpato con vernice rosa, utilizzata per coprire il colore originale della pelle della campionessa e il pallone su cui erano scritte parole come "odio" e "razzismo". Questo gesto ha suscitato indignazione e condanna da parte di politici, sportivi e cittadini.
Le reazioni
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato: "I campioni come Egonu si onorano, non si imbrattano". Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito l'atto "un vile insulto a una grande italiana che ha portato in cima al mondo i colori del nostro Paese e a un'artista impegnata contro la xenofobia". Anche il capitano della nazionale maschile di pallavolo, Giannelli, ha espresso il suo sdegno, definendo gli autori del gesto "persone senza cuore, senza dignità e senza umanità".
Un messaggio di speranza
Nonostante l'atto vandalico, il murale di Paola Egonu continua a rappresentare un simbolo di lotta contro l'odio e il razzismo. La comunità si è unita per esprimere solidarietà alla campionessa e all'artista Laika, dimostrando che il messaggio di inclusione e rispetto non può essere cancellato da un gesto vile.




