Kolo Muani e l'appello per Woltemade, ma la coperta corta frena la Juve
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Redazione Sport
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Ottanta minuti da fantasma e una decina da centravanti scatenato, con tanto di gol e un paio di occasioni divorate in maniera clamorosa. Randal Kolo Muani a Cagliari ha vissuto una partita dai due volti, e il finale ha restituito un'immagine precisa: l'attaccante francese, quando ha accanto un compagno di reparto che gli fa da schermo, si trasforma. Il pareggio firmato di testa su traversone di Alajbegovic ha interrotto un digiuno in campionato che durava da 231 giorni, dai tempi della sua esperienza al Tottenham.
La richiesta, però, è arrivata forte e chiara al termine della gara della Unipol Domus. Kolo Muani ha spiegato senza giri di parole che la presenza di Nick Woltemade al suo fianco gli consente di trovare spazi altrimenti preclusi, liberandolo da compiti di prima punta che evidentemente non sente suoi. Una posizione che ricalca quanto già sostenuto in passato da Jonathan David, e che trova riscontro nei fatti: con il tedesco in campo, il francese ha aumentato il proprio peso specifico nell'area avversaria.
La risposta piccata di Spalletti
La replica del tecnico Luciano Spalletti, però, non si è fatta attendere. Intervistato nel post-partita, l'allenatore ha risposto in modo piuttosto seccato a una domanda di Andrea Stramaccioni, il quale aveva osservato come la Juve avesse iniziato a riempire l'area solo con l'ingresso del secondo attaccante.
«Sì Andrea ma nel primo tempo c'eri a vedere la partita?», ha replicato Spalletti, spiegando di aver già modificato l'assetto nella prima frazione, arretrando McKennie e avanzando Nico Gonzalez in una posizione simile a quella poi occupata da Woltemade.
Secondo il tecnico toscano, dunque, il sistema di gioco non avrebbe subito rivoluzioni con l'ingresso del tedesco, ma la questione tattica resta sul tavolo. I numeri, del resto, raccontano di un attacco bianconero in difficoltà: Kolo Muani ha messo a referto appena due reti in sette apparizioni stagionali, mentre Woltemade ha trovato una sola marcatura, per giunta su calcio di rigore.
Emergenza in attacco e alternative limitate
A complicare il quadro delle scelte per Spalletti è una situazione d'organico tutt'altro che semplice. Schierare contemporaneamente Kolo Muani e Woltemade dal primo minuto significherebbe privare la squadra di qualsiasi alternativa di ruolo da inserire a gara in corso, lasciando come uniche armi d'emergenza i jolly Nico Gonzalez e Weston McKennie. Un rischio non da poco in una fase della stagione caratterizzata da impegni fitti e dispendiosi.
Il tentativo di recuperare Arek Milik si è scontrato con un nuovo stop per affaticamento muscolare, un calvario fisico che ha spinto il club a escluderlo sia dalla lista per la Serie A che da quella UEFA. Non va meglio sul fronte Jeff Ekhator, fermato da un guaio fisico serio dopo aver collezionato soltanto uno spezzone in amichevole, con un rientro previsto non prima dell'inizio del mese prossimo. A completare il quadro delle defezioni ci sono i contemporanei infortuni di Kenan Yildiz e Jeremie Boga.
La coperta, insomma, resta drammaticamente corta. E il dibattito su come e quando proporre la coppia Kolo Muani-Woltemade accompagnerà le prossime scelte del tecnico, chiamato a bilanciare i benefici dell'intesa tra i due attaccanti con la necessità di gestire le forze e conservare carte preziose da spendere nei minuti finali.
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