Meloni blocca lo scontro sul decreto sport: "No al conflitto col Quirinale"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni, rientrata a Palazzo Chigi dopo la trasferta ad Ancona, ha messo fine alle tensioni che per giorni avevano contrapposto governo e Quirinale sul decreto Sport. «Non possiamo arrivare a uno scontro con il Colle», ha ribadito la presidente del Consiglio al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, incaricato di mediare tra le parti. Una presa di posizione netta, che arriva dopo una settimana di rimpalli e incertezze, culminata ieri con l’approvazione in Senato solo a tarda sera, tra l’astensione delle opposizioni e le divisioni interne alla maggioranza.

Il provvedimento, che mira a centralizzare la gestione di grandi eventi e risorse, aveva sollevato fin dall’inizio critiche per l’impostazione verticistica, ma è stato l’intervento del Quirinale a costringere il governo a rivederne i contenuti. «Un pasticciaccio», lo hanno definito alcuni senatori, paragonandolo non a caso alla complessità gaddiana. Solo dopo ore di trattative tra commissioni e Aula, e il lavoro di mediazione di Ciriani, sono stati recepiti tutti i rilievi avanzati dal Colle.

A sparare a zero sull’operato dell’esecutivo è stato Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, secondo cui Meloni «è allergica a ogni forma di controllo democratico». Le sue parole riflettono lo sconcerto di fronte a un iter legislativo sempre più accidentato: due decreti modificati in pochi giorni, correzioni all’ultimo minuto, e una maggioranza che fatica a trovare coesione.

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