Theo Hernandez e il Milan: una storia che vacilla
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Redazione Sport
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Theo Hernandez, un tempo considerato uno dei terzini più forti al mondo, oggi si trova al centro di una tempesta che va ben oltre il rettangolo di gioco. Con 33 gol e 44 assist in 247 partite con la maglia del Milan, numeri che farebbero invidia a molti centrocampisti, il francese aveva conquistato il cuore dei tifosi rossoneri. Eppure, da quel Mondiale in Qatar perso in finale contro l’Argentina, qualcosa sembra essersi spezzato. Quella che era una carriera in ascesa si è trasformata in un percorso costellato di errori tecnici, ingenuità disciplinari e, ultimamente, situazioni che hanno travalicato il semplice ambito sportivo.
L’ultimo capitolo di questa parabola discendente è stato scritto nella doppia sfida contro il Feyenoord, valida per i playoff di Champions League. Theo Hernandez, già ammonito nel primo tempo, ha commesso un’altra sciocchezza nel secondo tempo, guadagnandosi un’espulsione che ha lasciato il Milan in dieci uomini e compromesso irrimediabilmente la qualificazione agli ottavi. Un gesto che ha scatenato non solo l’ira dei tifosi, ma anche quella dei compagni di squadra e dello stesso Zlatan Ibrahimovic, presente a Milanello per un faccia a faccia con i giocatori.
Ibrahimovic, figura carismatica e storica del club, non ha usato mezzi termini nel rimproverare la squadra per le ultime prestazioni in Champions League, definite “inaccettabili”. Le sconfitte a Zagabria e Rotterdam, seguite dal pareggio a San Siro, hanno decretato l’eliminazione del Milan dalla competizione, nonostante un avvio promettente sotto la guida di Paulo Fonseca. E Theo Hernandez, consapevole del proprio ruolo in questa débâcle, ha deciso di rompere il silenzio.
“Provo un’immensa frustrazione”, ha dichiarato il francese, rivolgendosi ai compagni e ai tifosi con un messaggio di scuse diffuso anche sui social. Un gesto che, tuttavia, non basta a placare le critiche. La sua doppia ingenuità disciplinare, punita dall’arbitro Marciniak, ha infatti riacceso il dibattito sul suo futuro al Milan. C’è chi, come Boban, lo ha definito “abulico” e “snervante”, sottolineando come il suo rendimento negli ultimi due anni sia stato ben al di sotto delle aspettative.




