Tadej Pogacar domina il ciclismo: dopo il mondiale vince anche il titolo europeo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tadej Pogacar, che soltanto sette giorni fa si era laureato campione del mondo su strada in Ruanda, ha inscenato un'ennesima, spettacolare dimostrazione di forza assoluta ai campionati europei di ciclismo in Francia. Lo sloveno, il cui dominio in questa fase della stagione appare semplicemente incontrastabile, ha conquistato il titolo continentale con una cavalcata solitaria di settantacinque chilometri.

Una fuga da record

L'arrivo, dopo duecentodue chilometri e oltre tremilatrecento metri di dislivello, è stato il logico epilogo di una gara che il corridore della UAE Team Emirates ha di fatto plasmato a sua immagine e somiglianza. La sua strategia è stata messa in atto con una puntualità disarmante: a meno di settantasette chilometri dal traguardo, Pogacar ha impresso una violenta accelerata, creando una frattura immediata senza alcuna intenzione di cercare compagni.

Il tentativo di rimonta di Evenepoel

Quella che si è materializzata da quel momento in poi è stata una cronometro in solitaria. Alle sue spalle, il belga Remco Evenepoel, fresco vincitore della Vuelta a España, ha tentato di organizzare un'inseguimento, riuscendo a staccare gli altri pretendenti ma senza mai riuscire a scalfire in modo significativo il margine dello sloveno.

Una gerarchia ormai consolidata

Il risultato, con il secondo posto di Evenepoel e il quarto dell'italiano Davide Scaroni, ripropone esattamente il medesimo verdetto del Mondiale di Kigali. Il ciclismo maschile su strada sembra aver trovato un nuovo, implacabile punto di riferimento, un atleta in grado di unire le caratteristiche dello scalatore puro a quelle del passista.

La tattica devastante di Pogacar

Ciò che colpisce è la modalità con la quale Pogacar sta accumulando questi successi: non semplici vittorie, ma autentiche marce di avvicinamento. La sua capacità di sopportare sforzi prolungati gli permette di forzare i tempi della corsa, imponendo un ritmo che spezza le gambe e, ancor prima, la volontà degli avversari.

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