Il Barcellona travolge il Newcastle con un 7-2 e vola ai quarti, Tonali lascia il campo per infortunio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È finita 7-2 al Camp Nou, e il risultato, per quanto ampio e persino esagerato nella sua dimensione finale, racconta solo in parte la follia di una serata che per lunghi tratti aveva visto il Newcastle reggere il passo dei blaugrana. La squadra di Hansi Flick, forte del pareggio per 1-1 maturato all’andata in Inghilterra, sapeva di dover gestire una qualificazione tutt’altro che scontata, e invece ne è venuta fuori una pioggia di reti che ha spazzato via ogni residua speranza per i Magpies. La cronaca del primo tempo, in realtà, parlava di un equilibrio pazzo e scoppiettante, con le squadre che si sono alternate in un continuo sorpasso e controsorpasso che teneva incollati allo schermo i tifosi. Al 6’ minuto Raphinha aveva sbloccato la gara, ma la reazione degli ospiti è stata immediata: al quarto d’ora Elanga ha firmato il pari, salvo poi vedere i catalani tornare avanti tre minuti più tardi con Bernal. Elanga, ancora lui, ha rimesso le cose a posto al 28’, dimostrando che il Newcastle non era affatto venuto a Barcellona in gita, e anzi meritava di giocarsela a viso aperto. Poi, nel recupero della prima frazione, l’episodio che ha cambiato l’inerzia: un rigore trasformato da Lamine Yamal, il classe 2007 che non trema mai, ha fissato il punteggio sul 3-2 con cui si è chiuso un primo tempo da cinque gol e mille emozioni.

Nello spogliatoio, però, qualcosa deve essere scattato nella testa dei giocatori del Barcellona, perché al rientro in campo la musica è cambiata radicalmente. La ripresa è stata un monologo, un’esibizione di forza e cinismo che ha annientato gli uomini di Eddie Howe, apparsi svuotati e incapaci di reagire alla furia offensiva dei padroni di casa. Fermin Lopez, al 51’, ha dato il via alla festa, e da lì in poi è stato un susseguirsi di azioni da manuale del calcio d’attacco. Robert Lewandowski, con una doppietta personale realizzata in cinque minuti (tra il 56’ e il 61’), ha messo il sigillo su una serata storta per la difesa inglese, che ha iniziato a sbandare pericolosamente. Il 7-2 finale, arrivato grazie al secondo gol serale di Raphinha al 72’, ha sancito l’accesso ai quarti di finale per i blaugrana, che ora attendono di conoscere l’avversario: sarà la vincente tra Tottenham e Atletico Madrid, con il derby tutto spagnolo che sembra dietro l’angolo vista la rimonta dei Colchoneros all’andata. Una qualificazione netta, che certifica lo stato di grazia di una squadra che al Camp Nou non perde da mesi e che ha ritrovato una dimensione europea che sembrava smarrita.

L’infortunio di Tonali getta un’ombra sulla serata inglese e preoccupa Gattuso in vista dei playoff

Se per il Barcellona è stata una notte di gloria e di gol, per il Newcastle la sconfitta pesante non è stata l’unica cattiva notizia. A metà della ripresa, al minuto 55 per la precisione, Sandro Tonali è stato costretto a chiedere il cambio, uscendo zoppicante e toccandosi la coscia sinistra con un’espressione di evidente dolore. Un’immagine che ha gelato il sangue dei tifosi del Newcastle, ma soprattutto di quelli della Nazionale italiana, considerando che i playoff per l’accesso al Mondiale sono dietro l’angolo. Il centrocampista, reduce da un periodo di buona forma, era stato schierato titolare nonostante qualche acciacco della vigilia, a dimostrazione di quanto Howe creda nelle sue qualità, ma l’infortunio rimediato al Camp Nou potrebbe tenerlo lontano dal campo proprio nel momento clou della stagione.

Le prime indicazioni, filtrate dallo staff medico del club inglese e riprese da fonti vicine all’ambiente, parlano di un edema all’interno coscia, una diagnosi che inizialmente ha fatto tirare un sospiro di sollievo perché esclude lesioni muscolari di grave entità. Tuttavia, l’ansia per le condizioni del giocatore rimane alta, specialmente in casa Italia, dove il ct Rino Gattuso segue con apprensione l’evolversi della situazione. Il calendario è stretto: tra pochi giorni è in programma la sfida decisiva contro l’Irlanda del Nord, e la presenza di Tonali, pilastro del centrocampo azzurro, è considerata fondamentale per sperare di staccare il biglietto per la rassegna iridata. I medici del Newcastle valuteranno giorno per giorno la risposta del giocatore alle terapie, nella speranza di recuperarlo almeno per gli impegni della Nazionale, ma la precauzione con cui il club sta gestendo il caso lascia intendere che non si vogliano correre rischi.

Raphinha e Lewandowski show, ma il primo tempo aveva illuso il Newcastle

Osservando il tabellino, viene naturale pensare a una partita a senso unico, eppure il primo tempo aveva raccontato una storia diversa. Il Newcastle era sceso in campo con la giusta mentalità, cercando di sfruttare le ripartenze e mettendo in difficoltà la difesa alta del Barcellona. La doppietta di Elanga, infatti, non era frutto del caso, ma di una precisa strategia volta a colpire negli spazi lasciati dai terzini catalani. La squadra di Howe, per lunghi tratti, ha tenuto botta, rispondendo colpo su colpo e dimostrando di non soffrire la pressione del Camp Nou, un palcoscenico che avrebbe potuto intimorire chiunque. Il 2-2 firmato dallo svedese al 28’ sembrava poter rilanciare le quotazioni degli inglesi, proiettando la sfida verso un secondo tempo di sofferenza per i blaugrana.

E invece, come spesso accade in queste partite di altissimo livello, la differenza la fanno i singoli. Da una parte Raphinha, incontenibile sulla fascia, capace di segnare due gol e di partecipare attivamente a quasi tutte le azioni pericolose, risultando devastante nell’uno contro uno e letale negli inserimenti. Dall’altra Lewandowski, che con la doppietta personale ha chiuso i conti, dimostrando che l’esperienza e il fiuto del gol fanno ancora la differenza nelle notti che contano. In mezzo, la classe di Lamine Yamal, che dal dischetto ha siglato il momentaneo 3-2, spezzando le reni a un Newcastle che forse, dopo quel gol subito nel recupero, ha accusato il colpo psicologico più della sconfitta stessa. Nella ripresa, poi, non c’è stata storia: la differenza di qualità e di profondità della rosa è venuta prepotentemente a galla, e il 7-2 finale, per quanto pesante, non ha fatto altro che certificare l’abisso tecnico emerso dopo l’intervallo.

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