Roland Garros, rissa sfiorata tra Martinez e Sakamoto: l’arbitro li separa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sono frequenti, nel tennis, scene di tale tensione da richiedere l’intervento fisico del giudice di sedia. Eppure, al termine dell’incontro valido per le qualificazioni del Roland Garros, tra lo spagnolo Pedro Martinez e il giapponese Rei Sakamoto, si è consumato un faccia a faccia che, pur senza arrivare alle mani, ha fatto tremare il polverone parigino. Dopo il match point che ha consegnato la vittoria a Martinez, i due si sono stretti la mano sotto rete – gesto rituale di fair play – ma quella stretta si è trasformata in un pretesto per uno scambio di insulti sempre più acceso, tanto che l’arbitro John Bloom ha dovuto alzarsi dalla sedia per frapporsi tra i due, separandoli prima che la discussione degenerasse in uno scontro fisico.

Qualificazioni bollenti: dalla stretta di mano alle parole grosse

La partita, giocata sui campi secondari dello Slam parigino, non aveva mostrato particolari scintille: Martinez, che oggi occupa la 141esima posizione del ranking Atp (pur essendo stato un ex top 40), ha chiuso in due set con il punteggio di 6-2, 7-5 contro il giovane nipponico Sakamoto, diciannovenne e numero 152 del mondo. E proprio al momento del saluto, però, qualcosa si è rotto. Lo spagnolo, probabilmente infastidito dall’atteggiamento tenuto dall’avversario nel corso del secondo parziale – lui che insegue da anni un ritorno ai livelli che furono – ha iniziato a rimproverarlo in maniera dura, e il giapponese non ha certo abbassato la testa. Ne è nato un battibecco in cui volavano gestacci, parole pesanti e pure qualche piccolo contatto, anche se nessun pugno è stato sferrato.

La minaccia “ci vediamo fuori?” e l’intervento del giudice Bloom

Ciò che ha reso l’episodio degno di cronaca – e lo ha trasformato in un piccolo caso mediatico – è stata la frase che Martinez avrebbe rivolto al rivale: «Vuoi incontrarmi fuori?». Un’espressione che, nel gergo, suona quasi come un invito a regolare i conti lontano dagli occhi degli ufficiali di gara. Sakamoto, dal canto suo, non si è tirato indietro nelle rimostranze verbali, e il clima è diventato talmente rovente che John Bloom, che dirigeva l’incontro dalla seggiola, ha ritenuto necessario intervenire in prima persona. Allontanare i due tennisti, ripristinare un ordine che per un attimo era saltato: la scena, per la verità, è parsa surreale a chi ha l’abitudine di vedere questo sport come un’oasi di compostezza e rispetto reciproco.

Un’eccezione alla regola del “gentleman sport”

Certo, nel tennis i nervi possono scoppiare, e la pressione delle qualificazioni di un Major – con il sogno di entrare nel tabellone principale che vale punti e denaro – non aiuta a mantenere la calma. Ma è altrettanto vero che assistere a un faccia a faccia così acceso sotto rete, con l’arbitro costretto a fare da parafulmine, è raro. Martinez e Sakamoto, dopo quell’alterco, hanno lasciato il campo senza ulteriori conseguenze disciplinari immediate (almeno stando alle informazioni disponibili), e nessun contatto fisico è stato registrato. Resta però l’immagine di una rissa sfiorata, di uno spagnolo che minaccia “appuntamenti fuori” e di un giapponese che non ci sta a subire. Il Roland Garros, per ora, ha evitato lo scandalo, ma il clima è quello di chi ha visto il fair play vacillare pericolosamente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.