Tentata violenza a Ponteranica, la 23enne salvata dai vicini mentre l'aggressore la trascinava in giardino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 17 giugno, ha trasformato la tranquilla via Valbona a Ponteranica, alle porte di Bergamo, in teatro di una vicenda di cronaca che per poco non ha assunto i contorni della tragedia. Una ragazza di 23 anni, che si trovava sola nell'appartamento di famiglia al primo piano di una palazzina, si stava preparando per fare la doccia quando l'irruzione di uno sconosciuto ha infranto la sicurezza delle mura domestiche.

L'uomo, dopo aver scavalcato la recinzione e aver divelto la porta a vetri dell'ingresso, si è trovato di fronte la giovane; l'ha afferrata con violenza e l'ha trascinata nel giardino antistante dove, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti che confermerebbe la testimonianza del padre della vittima, l'avrebbe spogliata con il chiaro intento di consumare una violenza sessuale.

Le urla disperate della ragazza, però, non sono rimaste inascoltate.

Sono stati i vicini di casa, allertati dal grido d'aiuto, a precipitarsi in giardino e a bloccare il malvivente, impedendo che l'aggressione avesse un epilogo ancor più drammatico. In quel frangente, la giovane è riuscita a contattare telefonicamente il padre, Fabrizio Cornaro, il quale ha raccontato ai cronisti i concitati momenti della chiamata, durante i quali la figlia chiedeva aiuto senza riuscire a spiegare compiutamente cosa stesse accadendo.

Sul posto è successivamente intervenuta una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Bergamo, che ha arrestato l'aggressore, identificato come un cittadino tunisino richiedente asilo e, secondo alcune fonti, con probabili disturbi psichiatrici.

La dinamica dell'aggressione e l'arrivo dei soccorsi

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, che si stanno concentrando sulla ricostruzione esatta dei minuti precedenti l'assalto, l'uomo avrebbe inizialmente tentato di introdursi in un'altra abitazione della via senza riuscirvi, per poi puntare la porta a vetri della casa della 23enne. Una volta dentro, dopo aver sfondato l'ingresso, si è trovato di fronte la ragazza, che non ha esitato a opporre resistenza, scatenando una colluttazione che si è conclusa nel giardino esterno.

Nel tentativo di violentarla, l'aggressore, che era armato di un coltellino a lama corta, l'ha spogliata e ha causato alla giovane un taglio alla gamba destra, una ferita che ha reso necessario il successivo trattamento medico presso il pronto soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

La prontezza dei vicini si è rivelata cruciale, non solo per salvare la ragazza da ulteriori violenze, ma anche per consentire ai carabinieri di fermare l'uomo prima che potesse darsi alla fuga, nonostante avesse in mano l'arma.

La giovane, attualmente ricoverata e assistita dalla madre, versa ancora in stato di choc per la violenza subita; padre e figlia hanno riferito agli inquirenti di non aver mai visto prima d'ora il loro aggressore, un particolare che esclude una conoscenza pregressa e alimenta il quadro di un'aggressione a opera di un estraneo entrato in casa con il probabile intento di rubare, poi degenerata in tentativo di violenza sessuale.

Il profilo dell'aggressore e il fermo dei carabinieri

La tempestività dell'intervento ha permesso di assicurare l'uomo alla giustizia in tempi brevissimi. I carabinieri, dopo averlo bloccato e preso in custodia, lo hanno condotto in caserma per gli accertamenti di rito, dove è emersa la sua posizione di richiedente asilo politico e la sua nazionalità tunisina.

Le indagini sono ora finalizzate a ricostruire nel dettaglio ogni singolo passaggio dell'accaduto, al fine di determinare con esattezza la sequenza degli eventi e le eventuali aggravanti, come l'uso di un'arma (il coltellino) e la violenza privata perpetrata ai danni della vittima.

La zona di via Valbona è stata teatro di un'operazione di polizia giudiziaria che ha visto i militari dell'Arma raccogliere le prime testimonianze decisive, proprio quelle dei vicini che hanno fermato l'aggressore e che hanno fornito un contributo essenziale alla ricostruzione dei fatti.

L'arresto è stato eseguito in flagranza di reato, un elemento che consolida la posizione dell'indagato di fronte all'autorità giudiziaria, la quale dovrà ora valutare le misure cautelari da adottare nei confronti del tunisino, mentre la 23enne tenta di elaborare il trauma subito in quelle drammatiche ore pomeridiane.

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