Matteo Messina Denaro, i diari segreti del boss
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Redazione Interno
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Matteo Messina Denaro, noto capomafia siciliano, ha trascorso tredici anni della sua latitanza, dal 2003 al 2016, annotando pensieri e riflessioni in due quaderni rilegati, arricchiti con riproduzioni di quadri di Vincent Van Gogh. Questi diari, destinati alla figlia Lorenza Alagna, che non ha mai voluto incontrare il padre, rappresentano un tentativo di comunicare con lei a distanza. Messina Denaro, catturato nel 2023, ha utilizzato questi quaderni per raccontare la sua vita quotidiana, i rapporti con le donne e le sue riflessioni più intime.
Il giornalista Lirio Abbate, già direttore de L'Espresso ed editorialista di Repubblica, ha raccolto e analizzato questi scritti in un libro che uscirà il 21 gennaio per Rizzoli. Nei diari, Messina Denaro salta da un argomento all'altro, offrendo uno spaccato della sua esistenza da latitante, tra Verona, la Sardegna e le serate romane. Le foto ritrovate al momento dell'arresto, anticipate da Repubblica, mostrano un boss che, nonostante fosse il ricercato numero uno, non sembrava eccessivamente preoccupato.
La nipote di Messina Denaro, Lorenza Guttadauro, ha lasciato la toga per lavorare al ministero dell'Istruzione. La sua decisione di abbandonare la carriera legale potrebbe essere stata influenzata dal peso del cognome che porta. I diari del boss, che coprono un periodo cruciale della sua latitanza, offrono uno sguardo unico sulla mente di uno dei criminali più ricercati d'Italia.
I quaderni di Messina Denaro rappresentano non solo un tentativo di lasciare una traccia della sua vita per la figlia, ma anche un documento prezioso per comprendere meglio la sua personalità e le sue motivazioni.




