Ecobonus moto e scooter, da domani le prenotazioni: contributi fino a 4mila euro per chi acquista un elettrico o un ibrido
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Redazione Economia
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Prenderanno il via alle ore 12 di domani, mercoledì 18 marzo, le prenotazioni per l'ecobonus destinato a ciclomotori e motocicli, una misura, questa, pensata per spingere il mercato verso forme di mobilità a più basso impatto ambientale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come riportato in una nota ufficiale, ha infatti attivato la procedura che consente ai concessionari di prenotare i contributi per conto dei clienti, dando così concretezza all'ultima tranche di fondi stanziati dalla legge di bilancio del 2021, quella che mette sul piatto 30 milioni di euro per l'anno in corso.
L'incentivo, e questo è il dato forse più rilevante per chi sta valutando l'acquisto, si rivolge a privati e imprese che intendano comprare un veicolo nuovo di fabbrica, elettrico o ibrido, rientrante nelle categorie L – dalla L1e fino alla L7e, una classificazione che include quindi non solo scooter e moto di diverse cilindrate ma anche tricicli e quadricicli leggeri. L'entità del bonus, che verrà praticato direttamente come sconto in fattura dal venditore, è stata definita in percentuale sul prezzo di listino: si parla del 30% della spesa, fino a un tetto di 3mila euro, per chi procede all'acquisto semplice; la cifra sale invece al 40%, con un massimale di 4mila euro, per chi contestualmente rottama un vecchio mezzo termico, purché rientri nelle classi emissive Euro 0, 1, 2 o 3.
La procedura di accesso e il ruolo chiave del concessionario
Sarà il concessionario, come detto, il vero perno di questa fase operativa, un passaggio burocratico che viene demandato interamente alla rete di vendita per semplificare la vita all'acquirente finale. Il cliente, dal canto suo, dovrà semplicemente recarsi in un punto vendita, munito – qualora intenda avvalersi della rottamazione – dei documenti del vecchio veicolo, e sottoscrivere il contratto di acquisto. Sarà poi il rivenditore a collegarsi al portale gestito da Invitalia, all'indirizzo ecobonus.mimit.gov.it, per verificare in tempo reale la disponibilità residua dei fondi e procedere con la prenotazione del contributo, che verrà immediatamente scalato dal prezzo finale. Data la natura della misura, che assegna le risorse in ordine cronologico fino a esaurimento, è lecito attendersi una corsa all'accaparramento dei fondi, una sorta di click day implicito che potrebbe esaurire la dotazione in tempi molto rapidi.
Le categorie di veicoli ammesse e l'importo del contributo
L'elenco dei veicoli che possono beneficiare dell'agevolazione è piuttosto ampio e abbraccia una fetta significativa della mobilità leggera a due, tre e quattro ruote. Rientrano infatti i ciclomotori, le moto, i tricicli e i quadricicli, purché, lo si ripete, la loro alimentazione sia elettrica pura o ibrida e siano immatricolati come nuovi. Un aspetto, questo, che esclude di fatto il mercato dell'usato e concentra l'attenzione sui modelli di ultima generazione. Lo scopo dichiarato, del resto, è quello di favorire il ricambio del parco circolare verso tecnologie a minori emissioni, in linea con gli obiettivi europei di qualità dell'aria e con le strategie del PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima. Per i privati cittadini, come per le società, il meccanismo è il medesimo, con l'unica differenza che per le partite Iva è stato fissato un tetto massimo di 500 veicoli acquistabili con lo sconto, una clausola, questa, pensata per evitare un utilizzo distorto e massiccio del beneficio da parte di flotte aziendali.
Uno sguardo agli stanziamenti e al futuro prossimo degli incentivi
Questi 30 milioni di euro messi a disposizione per il 2026 rappresentano, stando a quanto comunicato, l'ultimo atto di un piano di stanziamenti che ha visto una dotazione complessiva di 150 milioni distribuita nell'arco di un sessennio. Mentre i concessionari si preparano ad accedere alla piattaforma, però, va registrato che il Tavolo Automotive, già nello scorso gennaio, aveva annunciato un ulteriore plafond di 90 milioni di euro per il quadriennio 2027. Una misura, quest'ultima, che se da un lato allunga la vita degli incentivi, dall'altro ne ridimensiona gli importi: si parla, per il futuro, di un contributo base del 20% (fino a 2mila euro) che diventerebbe del 30% (fino a 3mila) solo in presenza di rottamazione, con l'esclusione esplicita delle aziende del settore dalla possibilità di richiederlo.




