Manovra 2027, il governo apre il cantiere: Irpef, salari e sanità. Salvini rilancia la tassa sulle banche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Meno tasse, più potere d'acquisto e occupazione. Saranno questi i tre assi su cui il governo intende costruire, da settembre, la quinta e ultima legge di bilancio di questa legislatura. Una manovra che si annuncia più corposa delle precedenti, anche grazie a nuovi margini di flessibilità concessi dall'Unione europea per le spese in difesa e in energia. Il cantiere della manovra economica 2027 è già aperto e, alla ripresa dei lavori, entrerà nella fase decisiva, con un conto potenziale che, secondo le prime stime, può superare i 30 miliardi di euro.

Irpef, la corsa al taglio per il ceto medio

Sul tavolo del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si stanno accumulando le richieste dei ministeri e le priorità dei partiti di maggioranza. La lista delle richieste parte dall'estensione fino a 60.000 euro di reddito dello scaglione Irpef al 33%, un intervento che rappresenta una delle misure più attese e discusse. L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di proseguire il percorso di riduzione della pressione fiscale, iniziato con la riforma delle aliquote, venendo incontro alle esigenze del ceto medio.

Secondo le simulazioni, l'estensione della seconda aliquota dal 35% al 33% fino a 60.000 euro comporterebbe un risparmio annuo fino a 1.440 euro per i contribuenti con redditi più alti, mentre per chi guadagna 30.000 euro il beneficio sarebbe di circa 40 euro l'anno. Il costo complessivo di questa operazione, che potrebbe includere un riordino delle detrazioni per i redditi sopra i 200.000 euro, si aggirerebbe tra i 3 e i 4 miliardi di euro.

La partita delle risorse: flessibilità Ue e scostamento di bilancio

Il nodo centrale, come sempre, resta la copertura finanziaria. A rendere possibile un respiro più ampio rispetto alle precedenti manovre è la richiesta che l'Italia si prepara a presentare a Bruxelles per l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, per complessivi 35 miliardi di euro nel triennio, pari a circa l'1,5% del Pil. Dopo il via libera dell'Europa, atteso per ottobre, le risorse verranno svincolate con uno scostamento di bilancio che dovrà essere approvato dal Parlamento con un voto a maggioranza assoluta.

La metà di questo "tesoretto", circa 14 miliardi, potrebbe confluire già nelle risorse per la legge di bilancio 2027. Questi fondi, tuttavia, sono già prenotati per spese in difesa ed energia. Sul capitolo energetico, è attesa a breve la definizione dell'elenco definitivo delle spese ammissibili, con la precisazione che saranno consentite solo misure strutturali in grado di migliorare in modo duraturo la sicurezza del sistema, mentre saranno esclusi interventi temporanei come i tagli alle accise sui carburanti.

L'effettiva disponibilità di queste risorse è comunque legata all'andamento del deficit 2025 e alla relativa procedura per disavanzo eccessivo, il cui esito condizionerà l'intera impostazione della manovra.

La proposta di Salvini: un contributo del 5% sugli utili delle banche

In questo contesto di ricerca di risorse, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato con forza l'ipotesi di un nuovo prelievo sul settore bancario. Durante un sopralluogo a Roma, Salvini ha proposto di chiedere un contributo triennale del 5% annuo sugli utili delle prime dieci banche italiane. L'idea, come spiegato dallo stesso Salvini, è di prelevare una quota sui profitti che hanno raggiunto livelli record negli ultimi anni, citando i risultati semestrali di Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Se la base imponibile fosse di 30 miliardi di utili, il prelievo produrrebbe 1,5 miliardi l'anno e 4,5 miliardi in tre anni. Tuttavia, si tratta ancora di un'indicazione politica che non è stata tradotta in una norma; mancano, infatti, la definizione della base imponibile e l'elenco preciso degli istituti interessati. La proposta, che Salvini è convinto raccoglierà l'appoggio di tutta la maggioranza, rischia di riaprire le tensioni all'interno del centrodestra.

Forza Italia si è sempre detta contraria a nuove tasse sulle banche, definendo in passato il concetto di tassa sugli extraprofitti "da Unione sovietica" e preferendo la strada di un accordo con l'Abi simile a quello dello scorso anno. Non è da escludere, infine, che un ulteriore prelievo possa indebolire l'interesse degli investitori, come sottolineato da Scope Ratings, o spingere le banche a trasferire il costo del nuovo tributo su famiglie e imprese.

Le altre misure sul tavolo: pensioni, lavoro e social card

Oltre al taglio dell'Irpef e alla partita sulle banche, il governo sta lavorando a una serie di altre misure. Tra queste, la proroga della social card "Dedicata a te" e la conferma della tassazione agevolata al 5% sui rinnovi contrattuali e i premi di risultato. Sul fronte previdenziale, la Lega punta a introdurre una "Quota 41" flessibile, che consentirebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età, ma con un ricalcolo contributivo dell'assegno.

Il nodo da sciogliere resta la tenuta dei conti pubblici e la necessità di trovare un equilibrio tra le numerose richieste dei partiti, stimolate dal clima pre-elettorale, e il rispetto dei vincoli di finanza pubblica. L'ultima parola spetterà al ministro Giorgetti, che dovrà comporre il puzzle finale di una manovra che si preannuncia come la più complessa e importante dell'intera legislatura.

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