Alessandro Borghese e il figlio diciannovenne che non ha mai incontrato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alessandro Borghese, lo chef noto al grande pubblico per la conduzione di "4 Ristoranti", ha scelto il palcoscenico intimo di un podcast per tornare a parlare, con un tono per nulla reticente, di un capitolo personale e a lungo custodito nel privato: l'esistenza di un figlio, oggi diciannovenne, che non ha mai conosciuto di persona. L'occasione è stata una conversazione con Gianluca Gazzoli per "Bsmt", durante la quale il cuoco ha definito quella paternità, nata in un periodo giovanile trascorso a lavorare sulle navi da crociera, un "errore di gioventù", un'espressione che, com'è prevedibile, non è passata inosservata e ha generato un vivace dibattito tra i suoi follower. Borghese, il quale ha scoperto di essere padre tempo dopo la nascita del ragazzo, ha tuttavia tenuto a precisare di averlo prontamente riconosciuto, assumendosi in pieno le proprie responsabilità genitoriali, seppur a distanza.

Il racconto dello chef: tra "errori" e responsabilità

"Sono papà di un maschio di 19 anni che però non ho mai conosciuto", ha affermato Borghese, rivelando un dettaglio che arricchisce di una nuova sfumatura la sua biografia. Riferendosi a quel periodo della sua vita come a una "vita precedente, quella da giramondo", lo chef ha dipinto l'immagine di un uomo molto diverso da quello attuale, completamente assorbito dalla carriera itinerante che lo portava a solcare i mari. La scelta di non aver instaurato un rapporto diretto con il giovane, che ha seguito le orme artistiche intraprendendo la professione di musicista, appare dunque come una conseguenza di quel contesto esistenziale, sebbene egli abbia sottolineato con forza il proprio impegno nel garantire un supporto concreto, affiancato in questo dalla moglie, alla crescita del figlio.

La definizione che divide e il ruolo della famiglia

Proprio l'utilizzo della locuzione "errore di gioventù" per descrivere l'origine di questa paternità ha acceso le reazioni sui social network, dove molti hanno contestato la terminologia giudicandola potenzialmente riduttiva. Al di là delle polemiche, che pure hanno trovato ampio spazio nella discussione pubblica, Borghese ha delineato il proprio ruolo di "super papà responsabile", un impegno che vive nella sfera del sostegno economico e del monitoraggio a distanza, ma che esclude, per sue precise dichiarazioni, un incontro fisico. Un approccio, il suo, che vede la piena compartecipazione della compagna, la quale risulta quindi coinvolta, insieme al marito, in una forma di genitorialità atipica e mediata.

Un'altra rivelazione: le botte per difendere la madre

Nel corso della medesima intervista, lo chef ha affrontato un altro tema spinoso, legato alla sua sfera familiare e in particolare alla figura della madre. Borghese ha raccontato, senza mezzi termini, di essere arrivato alle mani per difendere l'onore della genitrice, colpendo un individuo che si era permesso di rivolgerle battute sgradite. Questo aneddoto, seppur marginale rispetto alla rivelazione principale sul figlio, contribuisce a completare il ritratto di un personaggio pubblico che decide di mostrare, selettivamente ma con una certa franchezza, alcuni lati di una vita privata normalmente lontana dai riflettori.

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