Rissa sul treno tra giovanissimi a Iseo, otto denunciati e convoglio soppresso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si conoscevano fino a poche ore prima, eppure il solo fatto di condividere lo stesso vagone, sulla linea Edolo-Brescia, è bastato a trasformare un banale diverbio in una vera e propria mischia. Otto giovani, tutti tra i 17 e i 20 anni – sei dei quali residenti a Fontanella – sono stati denunciati dai carabinieri al termine di una violenta rissa scoppiata nella serata di sabato 9 maggio, attorno alle 21.30, a bordo di un convoglio diretto a Brescia. Il macchinista, che ha assistito alla scena attraverso i monitor o forse allarmato dai rumori provenienti dal vagone, non ha avuto altra scelta che fermare il treno e chiamare il 112.

Una lite nata per futili motivi e degenerata in corsa

Secondo quanto ricostruito dai militari della stazione di Iseo e dall’Aliquota Radiomobile di Chiari, i due gruppi – che avevano trascorso la giornata sul lago d’Iseo senza mai incontrarsi – avevano già iniziato a scambiarsi parole accese fuori dalla stazione, prima ancora di salire a bordo. L’occasione del rientro, con il treno affollato e l’immobilità forzata del viaggio, ha fatto il resto. Un diverbio nato per motivi definiti “futili” dagli inquirenti, e che nessuno dei coinvolti è stato in grado di ricondurre a una causa precisa, si è rapidamente trasformato in una rissa generalizzata all’interno del vagone in corsa. I passeggeri presenti, molti dei quali semplici turisti o pendolari di rientro, si sono allontanati per paura di essere coinvolti.

Convoglio fermato, indagini lampo e otto denunciati

La segnalazione al 112 è arrivata poco prima delle 19.30 – l’orario riportato nelle varie ricostruzioni presenta lievi discordanze, ma tutte convergono sul tardo pomeriggio di sabato – e i carabinieri sono intervenuti prontamente alla stazione successiva, dove il treno era stato già bloccato dal macchinista. Gli otto giovani, alcuni dei quali presentavano escoriazioni e segni della colluttazione, sono stati identificati e ascoltati separatamente. Nessuno di loro, a quanto pare, ha fornito una versione coerente con quella degli altri, e le testimonianze dei viaggiatori hanno permesso di ricostruire la dinamica: si sono affrontati a calci e pugni, senza l’uso di armi improprie, ma con tale violenza da costringere il personale di bordo a interrompere la corsa.

Passeggeri lasciati a terra e treno soppresso

La decisione di sopprimere il convoglio – una misura drastica, se si considera l’orario serale e la posizione della fermata – ha lasciato decine di passeggeri a piedi, costretti a organizzarsi autonomamente per fare rientro a Brescia o verso le stazioni intermedie. Fonti vicine alla gestione del traffico ferroviario hanno confermato che il treno è stato ritirato dal servizio immediatamente dopo l’intervento dei carabinieri, e che non è stato predisposto alcun autobus sostitutivo. I giovani denunciati, tutti maggiorenni tranne alcuni minori tra i 17 e i 18 anni, dovranno rispondere di rissa aggravata in luogo pubblico e interruzione di pubblico servizio. La procura competente, che ha ricevuto il rapporto dei militari, valuterà eventuali misure nei confronti dei minorenni, ma al momento non risultano fermi o arresti.

Un sabato di violenza sul lago che finisce in caserma

La giornata che i ragazzi avevano trascorso sul lago d’Iseo – probabilmente una scampagnata o un semplice pomeriggio tra amici, prima dell’arrivo della sera – si è conclusa quindi in caserma, con le rispettive famiglie avvisate e i telefoni cellulari sequestrati per eventuali approfondimenti. I carabinieri hanno acquisito anche i filmati di alcune telecamere di sorveglianza presenti all’interno della stazione di Iseo, dove la lite era parzialmente iniziata, e stanno vagliando la possibilità che altri giovani non denunciati abbiano preso parte alla rissa. Per ora le indagini restano in corso, ma il quadro investigativo appare già sufficientemente delineato: otto denunce, un treno fermo, una manciata di futili motivi. E quella specie di “odio a prima vista” – come qualcuno ha definito l’incontro tra i due gruppi – che trasforma un vagone in un ring improvvisato, nel silenzio imbarazzato degli altri viaggiatori.

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