Naufragio a Lampedusa, 20 dispersi, 7 salvati
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Redazione Interno
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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Un dramma si è consumato nella notte di Capodanno nelle acque antistanti Lampedusa, dove un barchino con a bordo una trentina di migranti è naufragato. Il natante, partito il 30 dicembre dal porto libico di Zuwara, è colato a picco a ridosso della costa, lasciando venti persone disperse, tra cui cinque donne e tre bambini. I superstiti, sette in totale, sono stati tratti in salvo dalla motovedetta V1104 della guardia di finanza e portati all’hotspot di contrada Imbriacola. Tra loro, due uomini siriani, un bambino siriano di otto anni, due sudanesi e due egiziani, tutti provati ma in buone condizioni di salute.
Le ricerche dei dispersi sono proseguite per tutta la notte, ma le speranze di trovare altri sopravvissuti si affievoliscono con il passare delle ore. Il bambino siriano, che ha perso la madre durante il naufragio, è stato salvato da un parente che lo ha tenuto stretto mentre il barchino affondava. La madre del piccolo, travolta dalle onde, non è stata ancora ritrovata. Il loro viaggio avrebbe dovuto concludersi in Germania, dove il padre del bambino li attendeva.
Il naufragio di Lampedusa è solo l'ultimo di una lunga serie di tragedie che si consumano nel Mediterraneo, dove migliaia di migranti tentano di raggiungere l'Europa in cerca di una vita migliore. Le condizioni di viaggio, spesso disperate, e l'assenza di mezzi adeguati rendono queste traversate estremamente pericolose, con un bilancio di vittime che continua a crescere.
Le autorità italiane, insieme alle organizzazioni internazionali, sono impegnate nel soccorso e nell'assistenza dei migranti, ma la situazione rimane critica. La guardia di finanza e la guardia costiera continuano a pattugliare le acque del Mediterraneo, cercando di prevenire ulteriori tragedie e di salvare quante più vite possibile.




