Come mangiare durante l’ondata di caldo, tra equilibrio e prudenza
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Redazione Salute
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Le temperature roventi di questi giorni non influiscono solo sul benessere generale, ma impongono una revisione delle abitudini alimentari, soprattutto per evitare rischi legati alla disidratazione o all’eccessiva pesantezza dei pasti. L’afa, che rende opprimente persino le attività più semplici, richiede un approccio mirato a ciò che si porta in tavola: piccole porzioni, ma complete dal punto di vista nutrizionale, con un bilanciamento tra carboidrati, proteine e grassi. Pollo, mozzarella e pasta – meglio se integrali – rappresentano scelte ottimali, così come le verdure di stagione, ricche di acqua e sali minerali.
Attenzione, però, alle tentazioni estive: sostituire un pasto con un gelato, per quanto rinfrescante, priva l’organismo degli elementi necessari, mentre l’illusione di trovare sollievo nell’alcol – birra ghiacciata o cocktail – può aggravare la disidratazione. Chi lavora all’aperto, esposto al sole cocente, dovrebbe reintegrare sodio e potassio senza ricorrere necessariamente a integratori: basta un uso moderato di sale e il consumo di frutta come albicocche o banane, che aiutano a compensare le perdite dovute alla sudorazione.
Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri, sottolinea come il caldo provochi vasodilatazione, con effetti che vanno dalla spossatezza a complicazioni più serie, soprattutto per anziani e bambini. Per questo, oltre all’alimentazione, è cruciale adattare il proprio stile di vita: "Esagerate con frutta e verdura", suggerisce Silvia Migliaccio della Società italiana di scienze dell’alimentazione, ricordando che la dieta mediterranea prevede almeno cinque porzioni giornaliere.
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