Operazione antiterrorismo a L'Aquila: arrestati tre palestinesi
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Redazione Interno
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Tre palestinesi residenti a L'Aquila sono stati arrestati con l'accusa di pianificare attentati suicidi in Cisgiordania. Le indagini, condotte dalla polizia italiana, hanno portato all'arresto di Anan Yaeesh, Ali Saji Rabhi Irar e Mansour Doghmosh. Yaeesh era già detenuto a Terni per altre accuse.
I dettagli dell'operazione
Le accuse rivolte ai tre uomini riguardano la pianificazione di attentati suicidi in Cisgiordania, utilizzando un "pacco dell'amore", un'allusione ad un ordigno, per un'autobomba da lanciare contro obiettivi israeliani ad Avnei Hefetz, in Cisgiordania. Tuttavia, le indagini non escludono che le azioni terroristiche potessero interessare anche il territorio italiano.
Gli arresti
I tre palestinesi sono stati arrestati su ordinanza del giudice gip del capoluogo Marco Billi. Ali Saji Rabhi Irar e Mansour Doghmosh sono stati arrestati la mattina del giorno dell'operazione, mentre Anan Yaeesh era già in carcere dalla fine di gennaio.
Le indagini
Le indagini sulla cellula dei palestinesi sono state condotte dalla Dda dell'Aquila, con elementi forniti dagli investigatori di Tel Aviv. Secondo le indagini, i tre uomini vivevano a L'Aquila, dove erano arrivati perché nella ricostruzione post terremoto, dicevano, era più facile trovare lavoro.
Le minacce
Le intercettazioni hanno rivelato frasi preoccupanti come: "Un'unità suicida è pronta ad agire: la nostra azione sarà la prossima". E ancora: "Se il tuo amico fa delle foto a tutti quelli del Gabinetto di guerra, a Netanyahu e la sua banda... come le carte da gioco... qualcuno come jolly (…) fai un elenco". Queste frasi suggeriscono che i tre uomini potessero avere intenzioni violente sia in Israele che in Italia.




