Gratta e vinci da 500mila euro, la fuga, la denuncia e la promessa di rientro: “Tornerò ad aprile”
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Redazione Interno
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La vicenda, iniziata con un gesto che si voleva romantico nella giornata dell’otto marzo, si è trasformata in un caso di cronaca giudiziaria destinato a sollevare non poche questioni in merito alla titolarità di una vincita così ingente. A Carsoli, piccolo centro in provincia dell’Aquila, un operaio di origine rumena aveva acquistato un biglietto del Gratta e vinci dal valore di cinque euro – della serie “Color Puzzle”, come si è poi appreso – donandolo alla compagna con un gesto che voleva sostituire la classica mimosa. Quello che sembrava un semplice omaggio si è rivelato un colpo di fortuna da mezzo milione di euro, una somma che ha innescato una reazione a catena ben diversa dalla gioia condivisa che ci si sarebbe aspettati.
La donna, dopo aver verificato l’effettiva vincita direttamente con il titolare del bar, avrebbe depositato il tagliando vincente in un istituto di credito della zona per poi, in un secondo momento, fare perdere le proprie tracce, lasciando il compagno in uno stato di incredulità e spaesamento. Le ipotesi iniziali, circolate nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, ipotizzavano un suo rientro in Romania o addirittura un trasferimento in Inghilterra da altri parenti, ma le ricerche informali hanno portato a una svolta inattesa. Rintracciata telefonicamente, la donna si troverebbe attualmente a Modena, ospite di una sorella, e avrebbe comunicato al compagno l’intenzione di rientrare a Carsoli, seppur non prima del mese di aprile. La sua versione, a dir poco interlocutoria, è che si sia allontanata per motivi di lavoro, una giustificazione che però l’uomo non ha ritenuto sufficiente a placare gli animi.
La denuncia per la divisione della vincita e il nodo della proprietà del biglietto
La reazione dell’uomo, un cinquantacinquenne operaio nel settore edile, non si è fatta attendere. Sconvolto dall’accaduto e dal silenzio iniziale della donna, ha minacciato una denuncia formale ai Carabinieri, rivendicando la proprietà del biglietto vincente e, di conseguenza, la metà della somma che sarebbe stata pattuita verbalmente. Secondo quanto riportato, la decisione di formalizzare un esposto sarebbe stata presa di concerto con un legale, con l’obiettivo di bloccare la riscossione del premio da mezzo milione di euro, che al momento risulta depositato in banca ma non ancora incassato.
Il cuore della disputa, che inevitabilmente approderà in sede civile se non si troverà un accordo, risiede proprio nella natura giuridica del trasferimento del biglietto. Il nodo centrale è capire se si tratti di una donazione a tutti gli effetti o di un acquisto condiviso con l’accordo implicito di spartire l’eventuale guadagno. In casi analoghi, la giurisprudenza tende a distinguere tra il valore intrinseco del bene donato – in questo caso un semplice biglietto da cinque euro – e l’alea, ovvero l’incognita rappresentata dalla vincita futura, che rimane un elemento di assoluta incertezza al momento della donazione. È su questo aspetto, quello della prova dell’accordo sulla divisione, che si giocherà la partita legale.
La svolta: la rintracciabilità e il dietrofront sul rientro
Mentre l’opinione pubblica seguiva con curiosità l’evolversi della storia – alimentata anche dai sospetti iniziali di una fuga definitiva all’estero – la situazione ha subito un’accelerazione grazie al ritrovamento della donna. Le voci che la volevano in Inghilterra o nel paese d’origine si sono rivelate infondate, sostituite dalla certezza della sua presenza in Emilia, dove avrebbe trovato rifugio dalla sorella. La telefonata intercorsa con il compagno, riportata dal quotidiano Il Messaggero, ha restituito una dichiarazione di intenti: “Tornerò ad aprile, sono andata via per lavoro”.
Tuttavia, questa promessa di rientro – che avrebbe potuto ricomporre la frattura – non ha convinto l’uomo, il quale ha invece deciso di procedere con l’azione legale, manifestando ormai una sfiducia totale nei confronti della compagna. La tensione si è ulteriormente acuita con la diffusione della notizia che l’uomo si sarebbe detto pronto a perdonare la donna, purché si fosse fatta viva, un’apertura che pare non aver trovato riscontro concreto nella volontà di ritornare sui propri passi in tempi brevi. La situazione resta quindi in bilico tra un possibile ritorno alla quotidianità, mediato dalla necessità di fare i conti con una somma così rilevante, e un contenzioso legale destinato a stabilire chi, tra i due, abbia effettivamente diritto a intascare l’intero importo o una parte di esso.




