Imprenditore bresciano multato ancora per atterraggio abusivo con l'elicottero sulle piste
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A distanza di soli otto mesi, un imprenditore bresciano si è reso protagonista dello stesso gesto che gli era già costato un patteggiamento penale, atterrando con il suo elicottero personale in un’area non autorizzata del comprensorio sciistico del Maniva. L’uomo, Giorgio Oliva, aveva già compiuto un’analoga manovra lo scorso aprile a Madonna di Campiglio, dimostrando una recidiva che le autorità competenti non hanno potuto ignorare, multandolo nuovamente. Il fatto, avvenuto verso le dieci e trenta di sabato mattina a Bagolino, ha visto l’imprenditore parcheggiare il velivolo in una zona fuoripista per poi dedicarsi alla discesa sugli sci, come se si trattasse di un normale mezzo di trasporto.
Un precedente gravissimo e il patteggiamento
L’episodio attuale, per quanto plateale e sanzionato, rappresenta pur sempre un illecito amministrativo, ma non può essere slegato da un ben più tragico precedente che risale al 2020. In quell’occasione, infatti, lo stesso Oliva, mentre rientrava da una sciata in Valle d'Aosta, fu coinvolto in un incidente aereo nel quale perse la vita il passeggero a bordo, Alfredo Buda, mentre l’imprenditore si salvò in circostanze definite miracolose. Le indagini accertarono poi la mancanza delle indispensabili condizioni di sicurezza per quel volo, il che portò, nel febbraio 2023, a un patteggiamento che gli valse una pena di otto mesi con la sospensione condizionale della pena.
La dinamica della nuova infrazione
Nonostante il grave episodio passato e la condanna, l’imprenditore valsabbino ha replicato la medesima condotta, preferendo l’agilità del volo alla strada per raggiungere le piste. La scena, che ha destato inevitabile stupore tra gli sciatori presenti, si è consumata con naturalezza: dopo l’atterraggio in una zona non dedicata, Oliva è sceso dall’elicottero già con gli sci ai piedi, pronto a iniziare la sua discesa. Agli intervenuti, pare abbia giustificato la sua azione con la semplice affermazione di avere fretta di sciare, sottolineando una percezione distorta delle norme che regolano sia la sicurezza aerea che quella sulle piste.
Le implicazioni e il contesto normativo
Il gesto, oltre a costituire una palese violazione delle regole sul sorvolo e sull’atterraggio in aree montane protette o adibite a uso turistico, solleva interrogativi sulla consapevolezza dei rischi connessi. Le autorità, in queste circostanze, si trovano a dover reprimere un atto di mera supponenza, ma anche a prevenire potenziali pericoli per l’incolumità pubblica. L’utilizzo privato di un elicottero come fosse un’automobile, infatti, bypassa del tutto i complessi protocolli che governano il traffico aereo in zone alpine, spesso caratterizzate da correnti imprevedibili e da un affollamento che non è solo quello delle piste, ma anche dei cieli.
La multa comminata, seppur doverosa, appare come l’unico strumento immediato a disposizione per sanzionare un comportamento che sembra ignorare il peso della precedente tragedia. La vicenda giudiziaria del 2023, con la sua condanna per il volo insicuro culminato nella morte di un uomo, non sembra aver inciso su una propensione a considerare il velivolo come un accessorio per il tempo libero, suscitando perplessità circa l’efficacia deterrente del percorso giudiziario conclusosi con il patteggiamento.




