La Porsche 911 Speedster “Project Endgame” cerca un acquirente e il mercato dei restomod dice no

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un’elettrizzante strana creatura che adesso gira nei saloni americani e che, per chi ha familiarità con l’universo Marvel, potrebbe sembrare uscita direttamente dall’officina di Tony Stark. Si chiama “Project Endgame” la nuova follia su ruote firmata Gunther Werks, un’auto che altri non è – oltretutto – che l’ultima e più estrema interpretazione della Porsche 911 Speedster: un esemplare unico, scoperto e biturbo, il quale forte di una potenza devastante pari a 840 cavalli, cerca disperatamente di fondere l’ingegneria più pura con un’estetica volutamente cinematografica. Costruita sul telaio della mitica serie 993 (quella che tra il 1994 e il 1998 rappresentò il canto del cigno del raffreddamento ad aria), questa vettura è però anche il primo prototipo della nuova divisione su misura chiamata GWX, quasi a voler certificare che la personalizzazione estrema non ha mai avuto limiti di budget o di cattivo gusto.

Un milione di dollari e nessun compratore: un giallo da collezione

Ma veniamo al dunque, perché il vero colpo di scena non è tanto la genesi del bolide quanto ciò che gli è accaduto di recente. Nonostante una valutazione che si aggira attorno al milione di dollari, questa Porsche 911 Speedster restomod – ne avrete certamente sentito parlare – non ha trovato nessuno disposto a portarsela a casa all’asta. L’offerta più alta, a quanto pare, si è fermata a 850mila dollari: troppo poco, evidentemente, per un’auto che vuole essere anche un cimelio. Il dato sorprende ancora di più se si considera che appena pochi mesi fa un esemplare simile, probabilmente con gli stessi identici attributi tecnici, era stato battuto a oltre 1,1 milioni. Un’altalena di valori che fa sorgere piú di un dubbio tra gli addetti ai lavori, i quali si interrogano sullo stato di salute di un mercato, quello dei restomod di lusso, diventato improvvisamente molto piú selettivo e imprevedibile.

Iron Man, Thanos e il motore da 840 CV: i dettagli estremi della Speedster

A voler guardare la “Project Endgame” nel dettaglio, non si può non rimanere estasiati (o forse un po’ straniti) dai suoi richiami tematici. Si parte dal nome, che è un chiaro omaggio al film conclusivo degli Avengers, fino ad arrivare a certe rifiniture interne: pare, viene riportato, che il pomello del cambio sia tempestato di gemme che evocano le Gemme dell’Infinito usate da Thanos, mentre alcuni dettagli sono addirittura impreziositi con inserti d’oro. Il pittogramma, tuttavia, assume una forma decisamente piú seria quando si solleva il cofano posteriore. Lì sotto, i tecnici di Gunther Werks e Rothsport Racing hanno piazzato un sei cilindri boxer da 4.0 litri biturbo, sempre raffreddato ad aria – a testimonianza di una certa fedeltà alla tradizione – capace di erogare una forza bruta difficilmente gestibile su strada. Il tutto abbinato a un cambio manuale a sei marce, perché il piacere di guida, anche quando si parla di fumetti, dev’essere assolutamente puro e “analogico”.

Il periodo d’oro dei restomod è già finito? I segnali del crollo

Questa mancata vendita, a conti fatti, diventa quindi un interessante caso di studio per chi segue le oscillazioni del collezionismo a quattro ruote. Da un lato, c’è la rarità assoluta: la Gunther Werks ha realizzato solo 25 Speedster in totale, e questa “Endgame” è l’ultima della serie, oltre che la prima a montare un turbocompressore su questa tipologia di carrozzeria. Dall’altro lato, però, i segnali di un mercato in frenata erano già emersi in precedenza. Basti pensare che un altro esemplare del 1995, sempre ricostruito dal marchio californiano, era stato acquistato a novembre per 1,15 milioni e poi rivenduto a febbraio con una perdita secca di quasi 200mila dollari. Un segnale che la corsa all’acquisto di queste “restomod” estreme – modelli, cioè, che nascono come auto normali per diventare pezzi unici – potrebbe aver subito un ridimensionamento. Gli acquirenti sembrano oggi piú guardinghi, consapevoli che un’estetica spettacolare non basta piú a giustificare qualsiasi cifra.

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